Archivi categoria: unatagsoloperte

Che poi tu invece resti in piedi, e sei ancora sana, e qualcosa non ti torna.
Perché se un pezzo di te muore, di morte naturale hanno scritto su quel certificato, e in casa continui a tenere le sue ciotoline, e le sue cose, e il suo odore, e quando ti alzi di notte stai ancora attenta a non calpestarla, e un pugno di riso in più per lei continui a cuocerlo e quando apri la porta ti aspetti di trovartela fra i piedi.
Ma poi non è così.

La realtà è così crudelmente vera che ti sbatte in faccia senza se e senza ma.
E non tiene conto di come stai tu.

E questa sintassi disordinata riflette tutto quello che c’è dentro di me che ancora non riesco a credere che un pezzo di vita finisca così.
La morte ti entra in casa e colpisce così, ex abrupto, e non puoi farci nulla, non hai neanche qualcosa da rimporverarti.
E così capisco che è finita una parte di vita, quella in cui noi eravamo noi, e adesso siamo solo io e lui, due di due, non tre di tre.
Ma due di due è anche uguale a io+te, e se manca qualcosa non puoi metterci un po’ di stoffa a coprire il buco.

Siamo partiti in queste settimane, siamo andati un po’ in giro nei giorni in cui il lavoro lo ha permesso, negli altri giorni il lavoro è stato una grande mano, sospendere la dimensione del dolore soffocandola in quella del dovere rende persino il dolore più lontano, sembra.
Ho ripreso a mangiare, anche se ogni singolo boccone per andare giù ci mette qualche secondo di troppo, e credo che riprenderò a fare tutto il resto.
Ed è questo che è brutto, risalire sulla giostra a girare, girare, girare, anche se un pezzo di te se n’è andato via, e un giorno te ne andrai anche tu, e la giostra continuerà a girare per chi ti ha amato, per chi ti ha odiato, per chi ti ha conosciuto, e per chi non ha idea di chi tu sia.

7 commenti

Archiviato in amicizia, autoanalisi, dentro, lui, racconti, ricordi, riflessioni, unatagsoloperte, vita

Ciao piccolo pezzo di cuore,
vorrei parlare dei tuoi occhi che mi guardavano anche dove non si vedeva,
vorrei parlare di quello sguardo limpido che non ha mai conosciuto cattiveria, bugia o falsità.
Vorrei parlare del tuo amore sincero, totale, viscerale,
vorrei parlare dei tuoi giochi, delle nostre abitudini, delle chiacchierate in cui io parlavo e tu ascoltavi e ci capivamo,
vorrei parlare della tua gioia incontenibile per il semplice rivederci anche dopo qualche ora di lontananza.

Vorrei parlare delle volte che mi facevi disperare perché riuscivi sistematicamente a piazzarti lì al centro della scena, proprio dove io avevo da fare.

Vorrei parlare delle volte che mi nascondevi le pantofole sotto al letto, o di quando mi rubavi una maglietta perché volevi dormirci sopra, o di quando mangiavi tutto quello che mi cascava inavvertitamente anche se non avresti potuto, o di quando ti preparavo la pappa e piangevi aspettando che si freddasse perché eri troppo impaziente, e di quando io stavo male e tu non mi lasciavi sola neanche per un istante, o di quando litigavi con  Lui perché lui voleva pulirti e tu invece eri proprio a tuo agio piena di munnezza, e quando la tua testolina spuntava in mezzo alle mie gambe quando ero seduta a scrivere, dei tuoi approfonditi studi sulla stampante del computer e della tua capacità ad infilarti in ogni posto in cui potessi far danni!

Di quando io piangevo come una cretina e tu mi mandavi i baci.

Mi manchi tanto, mi manchi troppo, mi manca accarezzarti, sentire i tuoi passettini che mi seguono ovunque, mi manca quell’amore che ha i saputo dare così grande, così illimitato, mi manca sentire  quella tua fiducia che nessuno mi ha mai dato o mi ha mai chiesto.

Ti rivedo lì, dove ti abbiamo lasciato sola, sola perché tu lì ci hai lasciato soli, sei andata via, perché dalle nostre mani sei andata nelle mani della morte, e ora non ci sei più, e qui è tutto vuoto, tutto troppo pulito, tutto troppo silenzioso, tutto troppo inutile.

Io l’ho visto quando i tuoi occhi non guardavano più, quando il tuo cuore non palpitava più e non sentivi più il mio odore.

Io l’ho capito perché è stato lì che mi hai salutato, piccola sciocchina che capiva tutto e che faceva capire tutto.

Ciao piccola, ciao, ciao, ciao…

Qualcuno ha detto che è stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati, non lo so,, non lo so, so solo che lasciarti lì, dove ci avevi già lasciato tu, è stata una cosa atroce. E adesso stare qui senza di te è anche peggio.

6 commenti

Archiviato in amicizia, citazioni, dentro, famiglia, lui, racconti, ricordi, riflessioni, unatagsoloperte, vita