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Non dico parlare del primo maggio, perché sarebbe troppo, o della guerra in Libia, o della disoccupazione, o di tante cose importanti. Ma addirittura mi interessa più della salute di Lamberto Sposini (che -per la cronaca- solo ieri ho capito chi è) che della beatificazione del papa.
Ma cazzo, possibile che basta un po' di carisma per imbonire milioni di persone che si interessano alla storiella così ben raccontata e dimenticano tutto il resto dello schifo che c'è nel mondo?
Perché non beatifichiamo chi, ogni giorno, per sfamare i figli scende in una miniera, va in una fabbrica, in un cantiere e si spacca la schiena, e rischia la vita, e alle volte muore?
E questo è vero ogni giorno, ma pure la beffa del primo maggio no, perché si poteva benissimo scegliere un altro giorno per inondare le pagine dei giornali, e lasciare oggi l'illusione alle povere persone sciocche come me di poter partecipare ad un messaggio, ad un'idea, ad una memoria storica.
Perché se io oggi sono a casa in malattia e riceverò comunque uno stipendio a fine mese non lo devo al miracolo di nessuno ma ad anni e anni e anni di lotte per la conquista di diritti come questo.

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stanze di vita quotidiana

Come quando hai avuto un anno intero per preparare  una tesina che adesso devi consegnare entro cinque giorni e devi -appunto- scrivere entro cinque giorni, che tu lo voglia  o no.
E allora ti ritrovi a parlare con lui dell’eziologia del temine fascismo mentre sbucci i pomodori da fare all’insalata.

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Il ventiquattrogiugno il mio cane ha compiuto sedici anni.
Il ventiseigiugno la mia laurea ha compiuto
quattro -inutili- anni
.
La paura fa novanta e io mi sento nella merda.
La merda a che numero corrisponde?
Voglio giocare al Lotto.

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Pessimismo e fastidio.
Nausea e disgusto.
Orrore e raccapriccio.
Gli italiani sono tutti fascisti.
Dove per fascista intendo l'accezione più negativa del termine.
E lo dimostrano oggi come ieri, come l'altro ieri e come domani.
E poi ci sono i duri e puri, quelli che non ce la fanno a tapparsi il naso, perché sono talmente delicati da preferire fra i due il male peggiore. O forse più che delicati di stomaco sono decisamente miopi, suggerirei una visita oculistica.
Intelligenti all'ennesima potenza.

Siamo qui, in un paese che non sento mio, guardo lui, e gli dico sei troppo bello per far parte di tutto questo schifo.
Lui guarda me e mi dice tu sei troppo per questo paese, sei sprecata qui.
Non possiamo fare altro che abbracciarci e guardare al futuro come a un bivio, qui, nella melma, o in un altrove che chissà se è solo un miraggio, un'idea, un'illusione o un posto davvero diverso.

Intanto il presente mi angoscia, e intanto i camorristi vincono in terra di camorra, e i mafiosi in terra di mafia, e i leghisti, che campano col lavoro degli immigrati che vorrebbero bruciare vivi e che hanno campato coi soldi dei meridionali, stanno lì a tenere duro, come a loro piace tanto dire.

Io nel futuro non ci credo più.

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Anche se probabilmente sono l'unica persona al momento che non è contenta dell'arrivo della primavera, del sole, delle allergie, della pressione bassa, del chiasso e dei motorini in strada, mi sta venendo voglia di comprare qualche piantina e metterla in casa.
Devo però prima chiedere al cane cosa ne pensa. perché ultimamente è diventato di un'acidità e strafottenza uniche.
Le ho comprato una ciotolina rosa per l'acqua (oltre alle sue scodelle in cucina, in virtù della sua vetustà,  le teniamo anche un bicchiere per l'acqua accanto alla cuccetta, così non deve camminare troppo), e lei sprezzante continua a bere nel bicchiere di plastica che c'è accanto. Ieri il bicchiere era vuoto e  la ciotolina piena, e continuava, col musetto a indicare il bicchiere;  forse non le piace il colore, in fondo lei è più una tipa da rosso, giallo, a limite blu.
Penso che dovrò provare con una figlia femmina a placare le mie voglie di rosa, di fiorato, di cuoricioso, di Barbie, anche se la vedo dura, con un'eventuale mamma che di rosa ha solo i pigiami e a volte le mutande, magari mi viene su punk o chissà cosa. Non sono molto aggiornata sui termini che definiscono gli adolescenti oggigiorno.
Ah, poi penso che Socrate era un grande.
Anche se io avrei preferito l'esilio.
Chissà la cicuta che sapore ha.

 

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Se per caso camminando per strada incontrate una tizia abbigliata nel modo che segue:

– pantaloni marroni a zampa d’elefante
– maglietta viola con scritta psichedelica peace&love
– borsa di pezza fatta a mano dal frikkettone sotto casa
– orecchini di argento e pietra viola sempre fatti a mano dal frikkettone sotto casa

allora sappiate che no,  non è una persona che si è svegliata dal coma e crede di essere ancora negli anni ’60.
No, quella sono io che – non c’entra nulla –  sto morendo dal caldo.

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Si commenta da sé, vergogna alla merda che ci governa attualmente!

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