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La casa in cui vivo ha le pareti di carta velina, proprio adesso mentre scrivo sento il vicino di casa che litiga al telefono per evidenti "brogli" burocratici.
Al mattino oramai sento la sveglia della vicina puntata alle 7.15, per me che considero quell’orario l’alba (salvo quando a lavoro ho il turno di mattina) è confortante sapere che potrò dormire ancora un po’.
Il problema nasce quando io e il mio focoso lui indulgiamo nei piaceri della carne.
Di notte, se si presume che gli altri dormano, c’è di contro il fatto che i rumori della strada non ci sono, di giorno siamo sicuri che sono tutti svegli, e, anche se i motorini che sfrecciano e i clacson delle automobili non mancano, c’è sempre un po’ la sensazione di essersi fatti sentire.
Eh sì, non siamo decisamente una coppia di esibizionisti… ma allo stesso tempo il problema or ora analizzato non ci spinge a rinunciare agli incontri del talamo nuziale.

Ed è così che questa mattina il vigoroso compagno della sottoscritta ha deciso di regalarle un caloroso buongiorno, salvo poi riaddormentarsi profondamente. La sottoscritta dunque si è recata, sola soletta,  in cucina per tostare la sua fetta di pane della colazione, e mentre l’odore del pane riempiva la cucina e Jel decideva fra la marmellata di albicocche e quella di fragole sentiva i vicini di casa parlare indignati sui balconi: che schif’ è chest’, parev’n brav persone, ij nun ‘o sacc, nun c’ pensn ch stann’ ‘e’ criatur, un’ po’ int ‘ a casa soj... and so on…
Jel è mortificata, teme che si parli dei di lei sospiri che avrebbiano disgustato il vicinato, si accosta al balcone silenziosamente  e ascolta più attentamente. Poi un sospiro, questa volta di sollievo: parlano del delitto di Avetrana, della povera Sara Scazzi, dello zio mostro e della cugina la di cui colpevolezza è unanimemente condivisa.
E cazzo, il pane è quasi bruciato!!!

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Alle volte ci penso, e sarei ipocrita se giurassi che non è così, e mi chiedo se due persone che si scelgono e che stanno accanto tutta la vita sono davvero quelle giuste, penso alla storia della mezza mela, al fatto che siamo tanti e che nella vita l’unico a prendere le vere decisioni è il caso.

Una mano stringe un’altra mano e sembrano incastrarsi perfettamente, naturalmente, sembra giusto che sia così, che quel posto sia di quella persona lì.

E il dubbio resta, perché appare inverosimile che fra milioni di persone il caso abbia fatto incontrare proprio le due giuste.

Io che con un altro non sono stata felice, e che quindi ho sentito sulla mia pelle cosa vuol dire stare con una persona che non è quella giusta, riesco perfino a fare il confronto, benché sia un confronto che giocoforza va da sé e nella direzione lampante dell’ovvio.

Poi dico una cosa così per dire, in una serata oziosa davanti al pc, e lui, lui riesce a capire esattamente che quella che pare una stronzata è un concetto che io volevo esprimere, riesce a cogliere tutti i sottintesi del caso e tutto quello che c’è prima e che c’è dopo, e tutto quello che non ho detto ma che sarebbe stato funzionale a quello che ho detto.

E capisco che è lui, che caso o non caso lui è quello giusto per me, e che non ho mai conosciuto una persona più sensibile, arguta, intelligente, colta, raffinata, sottile di lui.

Lui che sa, che sente, che vede, che capisce, che comprende, che accetta anche quando non condivide, lui che pensa, che parla (poco), che ride, che suona, che canta, che mi ama, che respira, che dorme, che mi interrompe inevitabilmente ogni volta che scrivo qualcosa, che mangia, che mi prepara il caffè, che fa la doccia più lunga del mondo, che gioca coi cani e fa le linguacce ai bambini per strada, che mi fa impazzire, che mi sopporta, che mi fa ridere fino a farmi piangere e che fa così bene l’amore.

Io non lo posso sapere se quello giusto in assoluto è lui, ma so che lo amo, e che mi ama, e che quando sto con lui io sto bene.

E vorrei che l’oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all’infinito, vorrei fermare il tempo, cristallizzare questo amore così com’è in una goccia di ambra, vorrei tenerlo qui, così, fra le mie mani e sentirne l’odore e sentirne il sapore e riscaldarmici il cuore, sempre, semplicemente, così.

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Se la sera vai a dormire dopo essere stata un quarto d'ora davanti allo specchio del bagno a guardare inorridita i primi capelli bianchi che  spuntano fra i tuoi fili dorati, e ti senti irrimediabilmente sulla strada del tramonto, e per scacciar via la tristezza decidi di stuprare l'uomo che ti si stende accanto – che si mostra tuttavia consenziente – e in una manovra un po' più atletica ti si blocca il collo e tutta la spalla destra, tanto che l'indomani  devi prendere un giorno di malattia a lavoro, e non puoi far altro che startene stravaccata sul divano a rivedere per la terza volta lo stesso film, allora ti senti proprio vecchia e decrepita.

Domani sera vado in una balera oppure prenoto un viaggio organizzato verso qualche santuario, vuoi mai che un miracolo mi faccia ringiovanire?

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Due sono le possibilità:
– o io sono proprio bona
– o lui è un maniaco sessuomane

Perché andare a letto con una che si concia nel modo che segue:
– pigiamone rosa con orsetti morbidosi sul pancino
– calzettoni di lana azzurri-rosa-verdi-bianchi-gialli
– mutandine a righine rosa e viola
– il viso completamente struccato
– e una massa lunghissima di capelli rossi selvaggiamente sparsi sul cuscino

Dicevo che andare a letto con una conciata così deve essere qualcosa di quasi perverso, eppure non si è mai stati tanto bene -sessualmente parlando- come nelle ultime settimane.

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Lei e lui camminano per il di lei natio borgo, vanno verso l’auto parcheggiata in cima ad una salita che par di scalare il monte Olimpo.
Veder comparire  Zeus, Afrodite, Apollo in quei frangenti non sembrerebbe improbabile.

Segue dialogo da immaginare con voce rotta dal fiatone:

cavoli, domani mi arrivano le mestruazioni!
ah
quindi stasera facciamo sesso
o litighiamo
oppure mi viene mal di testa
o tutte e tre
già
o due delle tre
anche questo è vero
speriamo bene!

Chissà come finirà.

Per il momento gli ho già risposto male per il modo in cui ha poggiato il bicchiere sul tavolo.

O meglio scaraventato il mio bel bicchiere a fiori rosa e gialli e verdi.
Sono sul rompicazzo andante, la vedo male.

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Oggi mi sento normale, non normale nel senso stretto del termine, anche perché qui potrei partire con  tutta la tiritera su cosa sia la normalità, sul come sia un concetto talmente personale da essere indefinibile, su come… ops, avevo detto che non l’avrei cantata tutta, scusatemi.

Mi sento normale perché sono in uno stato semicomatoso e indolente, ed è bello stare anche un po’ così.

Sto facendo delle grandi dormite, al mattino non riesco a tirarmi giù dal letto, e alle volte ci ritorno, come ieri mattina per esempio.

Ho anche sperimentato una roba porchissima: vale a dire il caffè nero ristretto mescolato al cartdor al caffé, montato come una spumina, ed è una roba goduriosissima ed ha un tasso di caffeina così alto da farti riaprire le palpebre semichiuse dalla spossatezza del caldo e del sesso sul divano alle tre del pomeriggio in mezzo ad un mare di scatoloni e libri sparsi in terra e il televisore spento e ricoperto dalla carta da imballaggio e il modem che non funziona per cui abbiamo poi divuto chiamare infostrada millemila volte finché Pietro ha deciso che sì, era il caso che fosse sostituito dopo che Matteo, Valentina, Antonella, Sonia e  un altro Pietro avevano continuato col dirmi che era normale il fatto che mettendo un modem in corrente non si accendesse alcun led.

Posso fare come Totò e mettere qui tutti i punti e le virgole che avrebbero dovuto essere nel periodo precedente?
Oggi mi sento anarchica, chiunque le mettesse se vuole dove vuole, senza regole.
Ce n’è per tutti!


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!!!!!!!!!!!!!!
????????????

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Ci sono cose che una come me non dovrebbe neanche lontanamente azzardarsi a fare, perché sono cose di cui non sa prevedere le conseguenze.

Lo diceva anche Max Weber quando parlava dell’etica della responsabilità, più o meno.

E invece eccomi qui con le guance in fiamme e l’aria disperata.

Perché  se una è imbranata non dovrebbe scordarselo mai.

Ma partiamo dall’inizio.

Nella macchina infernale e fagocitante chiamata feisbuc dove confluiscono tutti i parenti, amici, conoscenti e sentitidire che si fanno i cazzi tuoi, è possibile fare dei test idioti tipo che gusto di gelato sei, che colore sei, quale film d’autore sei et cetera.

Ora io medesima mi diletto a perdere il mio tempo libero in questo modo fra un capitolo e l’altro dello studio.

Oggi, dal profilo di una collega -femme fatale mangiatrice di uomini- ho preso un link per fare un test sul sesso senza leggere che  si trattava di un quiz di sex compatibilità.

Questo vuol dire che le mie risposte erano equiparate ed equiparabili a quelle di tutti i miei amici che hanno fatto e o faranno il test!

Questo vuol dire che sono visibili da tutti quelli che conosco e in ispecial modo dalla mia adorata mammina!

Ecco, ora mia madre potrebbe accidentalmente leggere frasi in cui io asserisco di:

1-     amare tantissimo il sesso orale ( sia praticato che ricevuto, non ci facciamo mancare nulla)

2-     riuscire ad avere più di un orgasmo durante un rapporto

3-     amare venire insieme al mio compagno piuttosto che in momenti differenti del rapporto

4-     preferire essere toccata da lui durante un rapporto piuttosto che da me medesima

5-     apprezzare molto determinati giochini sessuali

6-     far durare i preliminari da 10 a 20 minuti

7-     amare essere masturbata dal mio compagno (sì tantissimo c’era scritto)

8-     aver avuto da 1 a 5 partner

 

Ecco, ora che mi sono sputtanata anche qui, tanto ormai lo sanno tutti, quale anima pia correrebbe in mio mutuo soccorso onde aiutarmi a cancellare queste risposte?

Perché ci DEVE essere un modo per farlo!

Oddio, vorrei sotterrarmi!

 

 

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