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Quanto una donna riesca a sentirsi fiera di se stessa per essere riuscita a non mangiare assolutamente nulla dopo cena, nonostante avesse voglia di mangiucchiare ancora qualcosa, è una percentuale direttamente proporzionale alla sua idiozia.
Quanto lo stomaco che ancora brontola un po' le dia un senso di pace e serenità, e il fatto di riuscire ad ignorarlo le dia una sensazione di vittoria, è ancor più sintomatico delle dimensioni infinitesimali del cervello della suddetta. 
Una donna affamata si sentirà sempre in diritto di reclamare per sé amore, attenzione, bellezza. 
Una donna sazia sentirà sempre un vago senso di colpa e inferiorità.
Una donna con la d maiuscola è quella che riesce a star serena con lo stomaco pieno, né vuoto, né saturo, ma pieno al punto giusto, al punto in cui è sano.
Una donnetta sentirà sempre il bisogno di sentirsi invidiare dalle altre per quanto è dimagrita, e il come non importa. E il bisogno di sentire su di sé sguardi carichi di desiderio da parte degli uomini.
Una donna con la d maiuscola è quella che si guarda allo specchio e sorride, e non solo per far sì che la pelle del viso sia più tirata, fino a non mostrare neanche il minimo accenno di doppiomento.
Una donan confusa, affamata, grassa, stanca come me farebbe meglio ad andare a letto. Adesso.

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Che sono diventata proprio una donna frivola, prima mi vestivo per coprirmi, ora mi scopro anche un po' troppo, a quanto dice qualcuno che coabita con me. 

Mi sono innamorata di una minigonna troppo mini e troppo costosa, e davvero ci sto pensando di andarla a comprare, io prima non è che esattamente pensavo a queste cose. 
Tra l'altro mi son fatta fare tre scontrini alla cassa perché dopo i pantaloni mi piacevano i braccialetti, e ok, un altro scontrino, poi, prima di uscire, mi piaceva anche la collana, e allora un altro conto, penso che la cassiera mi abbia lanciato un anatema potentissimo e che domani io sarò colta da un attacco di lombosciatalgia o qualcosa del genere.

Per il resto mangio gelati, tanti, troppi, e bevo caffè, anche quelli tanti, troppi, troppissimi!

Non sono molto in forma, ma cerco di non pensarci, e aspetto un momento migliore, ma questo qui non voglio buttarlo via, e allora lo giro e lo rigiro per cavarne comunque qualcosa di buono, in tempi di carestia mangiavano anche la scorza delle patate.

E cucino, la pancia di chi frequenta la mia casa lievita spropositatamente, e io me ne compiaccio. 
Stasera zuppa di pesce, dopo gli spaghetti con le vongole dell'altro ieri, e la pasta al gratin di ieri… domani non so, ma mi diverto ad indossare il mantesino e riempire piatti altrui, i miei rimangono sbiaditi e insapori, ma a me piace proprio così.
Se una cosa non sa di niente a me piace. E la pasta in bianco, con olio e parmigiano, è il piatto più gettonato dalla sottoscritta, seguito dalla fresella col pomodorino e dagli immancabili bastoncini di pesce.
Il mio lui si vergogna di portarmi al ristorante che ordino sempre il menù dei bimbi.

Mi hanno regalato un vaso, ma non ci ho messo dei fiori dentro, mi piacciono tanto, eppure in casa, con lo stelo  tranciato di netto, mi fanno tristezza, e i tulipani me li immagino in Olanda, e le rose nei roseti e le fresie nei campi, resta il problema di dove mettere il vaso, per ora resta qui sulla scrivania.

Ho rivisto per la millesima volta Miseria e Nobiltà ridendo a crepapelle e Nuovo cinema paradiso, e poi ho visto anche Benvenuti al Sud, lo danno su Sky e, in più riprese, sono riuscita a mandarlo giù tutto, continuando per tutto il tempo a chiedermi come si possa pagare un biglietto al cinema per vederlo. E come si possa far sì che sia considerato da tanti il film dell'anno. Se ho riso tre volte è tanto, e solo perché certe scene me ne ricordavano alcune ben più divertenti che vedo quotidianamente solo affacciandomi al balcone, col culo coperto si spera.

Il mio vicino di qualche post fa continua ad imbarazzarmi tremendamente, ma un educato ciao glielo dico sempre.

La gente intorno a me continua a fare figli, tanti figli, fagottini urlanti e alle volte puzzolenti, e spesso anche carini e dolci, e mai che mi facciano venire un vero desiderio di maternità.

Fa ancora tanto caldo, ma abbiamo resistito ad agosto, vinceremo in quest'inizio afoso di settembre.

Non esistono più le mezze stagioni e si stava meglio quando si stava peggio.

10 commenti

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Se continuo a girare per casa seminuda è colpa del caldo. 
Se mi invento fantomatiche mise, con le quali mi arrogo il diritto di uscire magari sul balcone, è perché non ne posso più di sentire nulla che emani il minimo calore, e quindi più svestita sono  meglio è.
Se taglio i vestitini in modo tale da coprire a stento le mie pudenda è perché non sono una sarta,  e non sono capace neppure di prendere decentemente una misura.
Se mi affaccio al balcone a prendere i panni col vestitino a filo di chiappa di cui sopra è perché  in un'orario insolito – tipo le tre del pomeriggio – il corso è deserto.
Se il mio vicino di casa fuma da dietro le tapparelle – tipo alle tre del pomeriggio – è ovvio che se io mi spogo dal balcone accanto al suo lui si trova di fatto  dietro di me, e io gli metto in bella mostra il mio sedere praticamente seminudo (avevo le mutande eh, solo che non sono esattamente quelle della nonna che coprono fino a metà coscia). 
Se il giorno successivo  non riesco, con mille sacchetti in mano, ad aprire il portone del palazzo, non c'è da stupirsi se lui incrociandomi sia particolarmente galante nell'aprirmi il portone, farmi passare e richiuderlo accuratamente alle spalle.
Che io sia diventata color peperone è ovvio.

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Penso al messaggio anarchico del benzinaio oggi.
Di quel ragazzo bellissimo venuto da chissà dove.
L'accento era quello dell'est, potrebbe essere, anche se il colore della pelle diceva tutt'altro.
E mentre di buona lena sbrigava i suoi compiti, chiacchierava con noi e il fruttivendolo che gli aveva portato un'anguria in regalo.
E mi ha detto una cosa molto saggia: "sa signora dov'è che si sta bene? In Antartide, perché lì nessuno comanda".
E io penso che lui sa dire Antartide in italiano, io in inglese per esempio non lo so dire.
E chissà quante cose sa che non gli servono per riempire i serbatoi delle nostre macchine.

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Lui scatta foto a lei. 
Lei viene notoriamente male in foto. 
Lei odia vedersi in foto.
Lei odia vedersi in generale, ma questo è un altro racconto.
Lei ha il volto stanco e senza l'ombra di trucco e i capelli raccolti in un improbabile chignon.
Lui, dicevamo, le scatta foto all'improvviso, lei, abilissima, fugge l'obiettivo e, col suo tono da maestrina, lo rimprovera: 
lo sai che vengo male e che non sopporto di vedermi in foto, conciata così per giunta!
e lui:
– ma stai bene, non c'è un momento in cui sei meglio di così.
Lo sai che mi piaci al naturale, come il tonno…

 

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L'insalata di riso, poi, è un piatto dal quale si capiscono un sacco di cose della persona che lo prepara. 
Io ci metto, a parte il riso naturalmente, pomodorini, mais, tonno, olive verdi, cubetti di mozzarella, pezzettini di carota e cetriolini. 
E la condisco con olio e sale, poi una spruzzata di limone prima di mangiarla, o, magari, un po' di maionese.
Ci sta benissimo quella allo yogurt.
Secondo me questo è il modo migliore.
Poi ognuno la prepara secondo il proprio gusto, gli ingredienti che ha a disposizione e il risultato che vuole ottenere.
L'insalata di riso è un piatto democratico secondo me.
Perché, per dire, molti per esempio ci mettono i piselli, ma io non mi sognerei mai di farlo, non c'è logica nei piselli nell'insalata di riso. Oppure il wurstel crudo… mmmh, no, non ci sta bene! E l'uovo sodo (che raramente aggiungo anch'io) è una presenza troppo ingombrante. 
Per favore, chi passa di qui, ha voglia di dirmi cosa mette nell'insalata di riso?

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I due sono a tavola, mangiano e chiacchierano come al solito.
Si parla di quanto sia bella la libertà di avere una casa propria senza dover dar conto delle piccole cose a nessuno, senza regole se non quelle dettate dalle proprie esigenze etc.
Lui si fa pensieroso e aggiunge: tranne quelle di Jelinek
Lei precisa: guarda che le mie "regole" sono già un compromesso
e lui: fra chi? Fra te e Hitler?

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