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Che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire


In questi giorni spesso mi è venuto in mente di scrivere qualcosa e sistematicamente non ho potuto, oggi posso ma la mia mente è tabula rasa, ho caldo e mi fa male la testa. Come al solito.

Spesso mi prende una sottile nostalgia, una puntura alla base del petto, nel profondo e sento un senso di angoscia inspiegabile, una senso di decadenza, di dolore, di paura.
Provo a chiedermi cos'è e alla fine capisco che è solo la percezione inconscia della mia condizione umana tremendamente labile, tremendamente piccola, tremendamente imperfetta.
E allora provo a trovare consolazione nella dimensione collettiva della cosa, e non perché ritenga che il mal comune sia mezzo gaudio, non prendiamoci in giro, piuttosto mi aiuta a farmi una ragione di quello di cui tutti prima o poi devono farsi una ragione, anche le menti più eccelse e le persone più poternti. 
Così mi prende l'ansia e cerco di circondarmi di gente, sento il bisogno di stare in mezzo a persone amiche, sfidando la mia nota attitudine alla solitudine.  
Ma non basta e spesso molti rapporti mi lasciano perplessa, annoiata, stufata, mi aspetto tanto, mi aspetto molto dagli altri e trovo banalità, superficialità, semplicità allo stato brado.
Mi rendo conto che frequentare prsone troppo diverse da me non può essere sempre un arricchimento e che spesso dimentico chi sono veramente.
E se la vita, il lavoro, la quotidianità mettono sulla mia strada frequentazioni di questo genre devo essere io a ribaltare questo stato di cose.
Ma al di là degli altri devo essere io a capire che il mio benessere, la mia serenità, la mia quotidianità devono dipendere da me e solo da me. 
E quando mi ricordo che con un piccolo sforzo di autonomia posso farcela a fare le cose da sola mi sento felice, serena, mi ricordo che ci sono io, e tutto mi sembra più bello. Ma poi mi perdo di nuovo. E scrivo post sconclusionati.
Mi fa paura il pensiero che la malattia possa peggiorare e farmi dipendere dagli altri anche per le cose banali, e mi rimprovero allora di non essere autonoma ora che posso, che in futuro potrei rimpiangere questi mesi, anni a farmi problemi e ad assecondare paure che mi bloccano, e mi impediscono di trovare una dimensione individuale che relego troppo nel profondo. 
E come al solito adesso riemergo e vado a fare la pasta al forno, mentre vorrei andare a fare un giro a piedi da sola, non so per andare dove, ma forse solo epr farmi portare in qualche posto dai miei piedi, in compagnia di me.
 

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Quanto una donna riesca a sentirsi fiera di se stessa per essere riuscita a non mangiare assolutamente nulla dopo cena, nonostante avesse voglia di mangiucchiare ancora qualcosa, è una percentuale direttamente proporzionale alla sua idiozia.
Quanto lo stomaco che ancora brontola un po' le dia un senso di pace e serenità, e il fatto di riuscire ad ignorarlo le dia una sensazione di vittoria, è ancor più sintomatico delle dimensioni infinitesimali del cervello della suddetta. 
Una donna affamata si sentirà sempre in diritto di reclamare per sé amore, attenzione, bellezza. 
Una donna sazia sentirà sempre un vago senso di colpa e inferiorità.
Una donna con la d maiuscola è quella che riesce a star serena con lo stomaco pieno, né vuoto, né saturo, ma pieno al punto giusto, al punto in cui è sano.
Una donnetta sentirà sempre il bisogno di sentirsi invidiare dalle altre per quanto è dimagrita, e il come non importa. E il bisogno di sentire su di sé sguardi carichi di desiderio da parte degli uomini.
Una donna con la d maiuscola è quella che si guarda allo specchio e sorride, e non solo per far sì che la pelle del viso sia più tirata, fino a non mostrare neanche il minimo accenno di doppiomento.
Una donan confusa, affamata, grassa, stanca come me farebbe meglio ad andare a letto. Adesso.

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Che sono diventata proprio una donna frivola, prima mi vestivo per coprirmi, ora mi scopro anche un po' troppo, a quanto dice qualcuno che coabita con me. 

Mi sono innamorata di una minigonna troppo mini e troppo costosa, e davvero ci sto pensando di andarla a comprare, io prima non è che esattamente pensavo a queste cose. 
Tra l'altro mi son fatta fare tre scontrini alla cassa perché dopo i pantaloni mi piacevano i braccialetti, e ok, un altro scontrino, poi, prima di uscire, mi piaceva anche la collana, e allora un altro conto, penso che la cassiera mi abbia lanciato un anatema potentissimo e che domani io sarò colta da un attacco di lombosciatalgia o qualcosa del genere.

Per il resto mangio gelati, tanti, troppi, e bevo caffè, anche quelli tanti, troppi, troppissimi!

Non sono molto in forma, ma cerco di non pensarci, e aspetto un momento migliore, ma questo qui non voglio buttarlo via, e allora lo giro e lo rigiro per cavarne comunque qualcosa di buono, in tempi di carestia mangiavano anche la scorza delle patate.

E cucino, la pancia di chi frequenta la mia casa lievita spropositatamente, e io me ne compiaccio. 
Stasera zuppa di pesce, dopo gli spaghetti con le vongole dell'altro ieri, e la pasta al gratin di ieri… domani non so, ma mi diverto ad indossare il mantesino e riempire piatti altrui, i miei rimangono sbiaditi e insapori, ma a me piace proprio così.
Se una cosa non sa di niente a me piace. E la pasta in bianco, con olio e parmigiano, è il piatto più gettonato dalla sottoscritta, seguito dalla fresella col pomodorino e dagli immancabili bastoncini di pesce.
Il mio lui si vergogna di portarmi al ristorante che ordino sempre il menù dei bimbi.

Mi hanno regalato un vaso, ma non ci ho messo dei fiori dentro, mi piacciono tanto, eppure in casa, con lo stelo  tranciato di netto, mi fanno tristezza, e i tulipani me li immagino in Olanda, e le rose nei roseti e le fresie nei campi, resta il problema di dove mettere il vaso, per ora resta qui sulla scrivania.

Ho rivisto per la millesima volta Miseria e Nobiltà ridendo a crepapelle e Nuovo cinema paradiso, e poi ho visto anche Benvenuti al Sud, lo danno su Sky e, in più riprese, sono riuscita a mandarlo giù tutto, continuando per tutto il tempo a chiedermi come si possa pagare un biglietto al cinema per vederlo. E come si possa far sì che sia considerato da tanti il film dell'anno. Se ho riso tre volte è tanto, e solo perché certe scene me ne ricordavano alcune ben più divertenti che vedo quotidianamente solo affacciandomi al balcone, col culo coperto si spera.

Il mio vicino di qualche post fa continua ad imbarazzarmi tremendamente, ma un educato ciao glielo dico sempre.

La gente intorno a me continua a fare figli, tanti figli, fagottini urlanti e alle volte puzzolenti, e spesso anche carini e dolci, e mai che mi facciano venire un vero desiderio di maternità.

Fa ancora tanto caldo, ma abbiamo resistito ad agosto, vinceremo in quest'inizio afoso di settembre.

Non esistono più le mezze stagioni e si stava meglio quando si stava peggio.

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E' che non sono sicura di ispirare simpatia all'orso polare, altrimenti avrei già traslocato al Polo Nord…

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Non sono andata in ferie
Non sono morta
Non è tornata del tutto la mano, ma mi sto abituando
Non mi piace l'estate
Non sto mangiando come si deve
Non sto pulendo casa come si addice ad una brava femmina
Non sto dormendo decentemente da settimane
Non sto facendo cose che dovrei fare

Ma 

Non mi lamento

C'è di peggio
Potrebbe andare peggio.

E l'importante è riuscire a stare sereni anche in mezzo ad una bufera.
Io non sono proprio serena, no, ma ci provo a pensare che andrà tutto bene, e se non lo farà ce ne occuperemo al momento, preoccuparsene prima è inutile.

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Noi non siamo una coppia di quelle che su Feisbuk si dedica "Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e teeeeeeeeeeee". 
No, decisamente.
E neanche una di quelle coppie che si fa i regali al compleanno  o a Natale.
Neanche. 
Siamo piuttosto tipi che, alle 4 del mattino, come la notte scorsa, poiché  non hanno sonno fanno sesso, dopo dieci anni di notti insieme, come la prima volta, o meglio, meglio della prima volta e di tutte le altre volte precedenti. Siamo piuttosto una coppia che spinta dalla passione per il frozen yogurt si fa km e km per andarlo a mangiare lì, dove lo fanno buonissimo, e che guarda le puntate dei Simpson ormai imparate a memoria e ride a crepapelle lo stesso quando Homer pensa "mmmmh gelato di revolverate ahahahahah".

Ma non volevo fare un temino su di noi, non avevo a dire il vero uno scopo quando ho deciso di scrivere questo post, ma siccome scrivo sempre che stommmmale, oggi voglio scrivere che sto bene. Oggi sì. 
Sono stata in libreria, e in profumeria, e a mangiare il gelato e a comprare pantaloni, che prendo sempre taglie in cui entro sei volte, e quelli della mia taglia mi sembrano sempre troppo piccoli per me. 

Per il resto sono entrata in fase scazzo estivo mode on:
Giro per casa seminuda con capelli raccolti e vestitini che lasciano poco all'immaginazione, sono più inviperita del solito e più infastidita per le urla violente delle mamme che strepitano al seguito di figli maleducati e irritanti, come quella tipa del supermercato che, mentre imbustava ottocentoeuro di spesa, urlava, più forte dell'aquila che aveva partorito dopo le due scimmie che si appendevano al carrello, e che, nel bel mezzo, intavolava una discussione al cellulare con qualcuna apostrofata "Amooooooo" "Teeesooooooo" etc, seguono sguardi carichi di odio da parte della sottoscritta.

Che poi io al supermercato ci vado con piacere perché osservo le persone, anche se la maggior parte delle volte mi danno sui nervi rendendomi ancora più acida e odiosa del solito. 

Oggi ho incontrato al supermercato di cui sopra una mia responsabile del lavoro, un'emerita idiota nonché orrenda cicciona, e la sua spesa è stata a mio parere un capolavoro (l'ho potuta osservare bene dato che era direttamente prima di me alla cassa).
Comperava, in ordine sparso: confezioni di gelato, nella fattispecie Coppa del nonno al cappuccino e Magum al caramello, una bottiglia di chinotto, due confezioni mini di cioccolato liquido, quello che fa da sciroppo per il gelato, e infine due confezioni di wurstel. Qualcosa che ha lasciato impallidire le mie uova e le mie Cereal yo (ne mangio quantità industriali ultimamente) e la new entry della mia dispensa: una confezione di riso soffiato di cui non conosco ancora lo scopo né il sapore, ma so che diventeremo amici. 
Per il resto sto leggendo un libro di Bukowsky, evitando di sbrigare faccende burocratiche che sarebbe utile ultimare e lavando panni a ripetizione, che quest'anno ogni cosa mi sembra sempre che puzzi di sudore.
Con quest'ultima amenità penso di poter anche chiudere.

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sono un risultato senza soluzione

sono incazzata nera, che più nera non si può
ho deciso di non usare la punteggiatura e le maiuscole
perché almeno le parole voglio usarle come dico io
e nel mio blog voglio scrivere come dico io
perché mi uccide la paura
mi paralizza la paura
ho paura di essere paralizzata 
e sono già parlaizzata solo per la paura di esserlo
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio
non ce la faccio

è troppo, troppo, troppo per me
HO PAURA
e non dormo
e non mangio
e se  rido e piango  è tutto vuoto
ho solo
solo
solo 
PAURA

e non riesco più ad amare nessuno, ad essere felice, ad essere triste, ad essere incazzata, ad essere interessata

sono più paralizzata che se fossi su una sedia a rotelle

o sar come la chiamano loro
quelli del club

andassero a fare in culo

ridatemi il futuro

ridatemi una prospettiva

ridatemi la speranza

vaffanculo

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