Archivi del mese: gennaio 2012

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Perché la sclerosi multipla mi fa molto più paura di un buco nella pelle, ecco dove trovo il coraggio di cui tanto mi glorio in questi giorni e di cui tutti si stupiscono, decantando la mia incredibile forza. Probabilmente è solo uno stupido calcolo matematico, paura più grande meno paura più piccola, la differenza fra i due elementi della sottrazione è il coraggio di schiacciare il tasto dell'autoiniettore sulla mia pelle.

Hai voglia a dire che poi ti abitui, io non credo, perché pensare a quell'ago che ti entra nella carne, a quella roba che viene schizzata dentro di te e che, tempo un paio d'ore, ti mette ko tanto da farti perdere la forza anche di avere paura, pensare che mai potraistare meglio di così, a limite uguale, ma sicuramente peggio, insomma pensare a tutte queste cose ti fa venire davvero la voglia di aprire il balcone e buttarti giù. E se non lo fai è solo perché innanzitutto c'è una paura ancora più grande di quelle di sopra, quella della morte ovviamente, e poi perché speri, in cosa non lo sai, ma non potrai mai accettare che davvero sia così, sei troppo umana per farlo, per rassegnarti, per non credere che sia solo un brutto sogno e che dovrà finire.

E poi ti restano due mani che sanno farti sentire bella, nonostante tutto, che sanno farti sentire l'amore, il desiderio, la passione, la dolcezza, la sincerità. Due braccia che ti stringono così forte da farti dimenticare anche la paura di cadere, due occhi in cui puoi rispecchiarti e che possono guardare dove tu non hai il coraggio di farlo, perché sai che non ti mentono e non lo farebbero mai.

Un cuore che senti battere in un petto che, ancora dopo tanti anni, ogni volta che si denuda ti fa sentire un guizzo di desiderio, una testa che pensa, e tu, anche fra mille persone, pensi che quel parere sia sempre il più importante. Una bocca, due gambe, due braccia, un naso, una persona che soffre, gioisce, capisce, ascolta, parla, fa tutto quello che dà un senso a tutto il resto. E tu vorresti solo regalargli una vita normale, mentre, fra i botti dei fuochi esplosi per capodanno, ti infili un pigiama e ti addormenti e intanto il resto del mondo fa festa. 

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