Avere il sedere ridotto ad un colabrodo dolorante per non risolvere nulla non è che ti faccia sentire veramente bbbene. 
Il mio rapporto col cortisone richiama tremendamente la catulliana odi et amo, quare id faciam? Excrucior!
E sragiono. 
Che palle…
Quando stai male solo di una cosa ti importa: vorresti stare bene, tutto il resto non conta NULLA. 
Altro che violoncello che ascolto con le cuffie mentre scrivo questo delirante post, altro che libri, altro che uscite e cose belle.
Che poi se non stai bene e non fai sesso da un sacco di tempo ti rendi conto del motivo per cui le persone spesso sono intrattabili.  
Vorrei almeno capire cos'ho perché i medici ti dicono una cosa e poi un'altra, e poi non sai, poi aspetti, e poi chiami, e poi non sai se hai fatto bene.
La malattia ti rende un pezzo di carne e nulla più. 
E proprio in quel momento cerchi disperatamente di elevarti al di sopra di questa dimensione, perché percepirla ti dà la misura di quanto sia reale. E non ti fanno neanche più paura i camici bianchi, e gli aghi e le fialette, e gli odori di disinfettante e tutto il resto, vuoi solo stare bene e andare a spasso, sulle tue gambe e sentirle. 

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3 commenti

Archiviato in salute

3 risposte a “

  1. anonimo

    Ti voglio benissimo.
    Lo sai, vero?
    Diana

  2. Mentre aspettavo che il mio pc a manovella caricasse questa pagina ho letto qualche post precedente. Sei forte lo sei sempre stata.La vita sta mettendo a dura prova la tua pazienza…incazzati incazzati con la malattia col dolore con la sofferenza. Mordi e graffia dolce Jel.Non sopporto le persone che vogliono assolutamente tenere per sè il proprio dolore cazzo!Ma perché?! anche io ODIO la compassione, odio chi cerca di consolarti, è paradossale…non è quello che ti farà guarire o stare bene PERO' pensa anche a chi vorrebbe poterti aiutare e non può…dividetreste a metà la sofferenza…non male no?
    Jel Jel io ti abbraccio e tu non mi scansare 😉
    Mia

  3. Quando sto male, più che essere solo un pezzo di carne, divento estremamente cosciente del doppio piano che inabito – da una parte, ottusa e rigida massa deperibile; velocissimo e leggero e aereo fluido (aereo fluido ?) dall'altra. Il velocissimo fluido che mi scorre dentro s'incazza un casino nello scontrarsi contro quella stupida mole che è il mio corpo. E divento intrattabile. Rischio di appioppare 4 a tutti gli studenti che mi capitano sottomano, anche (soprattutto) immotivatamente… 😀 🙂

    Ti schiocco un bacio – un bacio intrattabile.

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