Archivi del mese: marzo 2010


Che poi sono rimasta malissimo per una cosa: ieri sera io e lui ascoltavamo alla tv, su internet e con tutti gli altri mezzi a nostra disposizione, i risultati elettorali in tempo reale.
Nella fattispecie io ero al pc e lui sul divano telecomando-dotato.
Io tenevo aperta anche la pagina di feisbuc e lì, ogni tanto, comparivano frasi del tipo Vai Emma, Mi siedo davanti alla TV aspettando la vittoria di EmmaEmma sei la migliore et similia.
E io tutta che gongolavo pensando di avere tante amiche che tifavano, come me, per la Bonino. E mi stupivo, ed ero anche un po' felice, non solo per il fatto di avere lo stesso punto di vista, di sostenere la stessa parte, no, proprio ero felice per il momento di condivisione, perché pensavo è bello che anche loro ci tengano un po'.
Ecco che poi questa mattina l'orrore, apro sempre Feisbuc, ed è lì che continuo ancora a sentir osannare Emma, ed è lì che qualcosa comincia a puzzare, ed è lì che, drammaticamente realizzo, realizzo che Emma è un'altra Emma, che Emma non è quella Emma lì, che Emma è un'altra, che Emma non è la Bonino.
No, Emma è una tizia di una trasmissione televisiva, e ieri sera ha partecipato a qualche concorso o roba del genere.
Ora è tutto, tutto, tutto chiaro.
Io sono proprio un'idiota.
Io ho un sacco di conoscenze inutili.
Io e il mondo non giriamo nello stesso verso.
C'è qualcosa che non va.
Emma, per me Emma rimarrai sempre e solo Tu:

 

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Pessimismo e fastidio.
Nausea e disgusto.
Orrore e raccapriccio.
Gli italiani sono tutti fascisti.
Dove per fascista intendo l'accezione più negativa del termine.
E lo dimostrano oggi come ieri, come l'altro ieri e come domani.
E poi ci sono i duri e puri, quelli che non ce la fanno a tapparsi il naso, perché sono talmente delicati da preferire fra i due il male peggiore. O forse più che delicati di stomaco sono decisamente miopi, suggerirei una visita oculistica.
Intelligenti all'ennesima potenza.

Siamo qui, in un paese che non sento mio, guardo lui, e gli dico sei troppo bello per far parte di tutto questo schifo.
Lui guarda me e mi dice tu sei troppo per questo paese, sei sprecata qui.
Non possiamo fare altro che abbracciarci e guardare al futuro come a un bivio, qui, nella melma, o in un altrove che chissà se è solo un miraggio, un'idea, un'illusione o un posto davvero diverso.

Intanto il presente mi angoscia, e intanto i camorristi vincono in terra di camorra, e i mafiosi in terra di mafia, e i leghisti, che campano col lavoro degli immigrati che vorrebbero bruciare vivi e che hanno campato coi soldi dei meridionali, stanno lì a tenere duro, come a loro piace tanto dire.

Io nel futuro non ci credo più.

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"Si guarda allo specchio e si rovina la giornata"
(Berlusca alla Bresso)

Quando un uomo ha classe da vendere usa queste parole nei confronti di una Signora, oltretutto lo aveva già fatto con la Bindi.
Mi chiedo: ma per entrare nel PDL occorre essere belle o capaci?
Soprattutto, che criteri sono questi?
Che rispetto ha questa persona per le donne?
Che rispetto ha questa persona per l'intelligenza, per la professionalità, per la serietà, per la correttezza.
Io non ci posso credere che ci sia gente che riesca a glissare su certe cose.
Posto che non sono neanche le più gravi, solo quelle nugae che rivelano cosa c'è sotto il cerone, che ce lo mostrano un po' nature.
Ultimamente oltre alla solita nausea ho proprio paura.

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Come il giorno e la notte, come l'inverno e l'estate, come ieri e domani, vivo fasi alterne, che durano anche solo un attimo.
All'improvviso tutto si fa chiaro, semplice, lineare, normale, e poi ritorna la nebbia a circondare lo spirito e ad ottenebrare il cervello.
E' come un'ombra che non mi lascia mai, che si diverte a giocarmi gli scherzi più crudeli e a darmi una boccata d'aria quando meno me lo aspetto.
Chiaroscuri di follia e serenità, di angoscia e calma, di pianto e riso.
Un morso di vita e un velo di morte su un'anima che non ho.

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Anche se probabilmente sono l'unica persona al momento che non è contenta dell'arrivo della primavera, del sole, delle allergie, della pressione bassa, del chiasso e dei motorini in strada, mi sta venendo voglia di comprare qualche piantina e metterla in casa.
Devo però prima chiedere al cane cosa ne pensa. perché ultimamente è diventato di un'acidità e strafottenza uniche.
Le ho comprato una ciotolina rosa per l'acqua (oltre alle sue scodelle in cucina, in virtù della sua vetustà,  le teniamo anche un bicchiere per l'acqua accanto alla cuccetta, così non deve camminare troppo), e lei sprezzante continua a bere nel bicchiere di plastica che c'è accanto. Ieri il bicchiere era vuoto e  la ciotolina piena, e continuava, col musetto a indicare il bicchiere;  forse non le piace il colore, in fondo lei è più una tipa da rosso, giallo, a limite blu.
Penso che dovrò provare con una figlia femmina a placare le mie voglie di rosa, di fiorato, di cuoricioso, di Barbie, anche se la vedo dura, con un'eventuale mamma che di rosa ha solo i pigiami e a volte le mutande, magari mi viene su punk o chissà cosa. Non sono molto aggiornata sui termini che definiscono gli adolescenti oggigiorno.
Ah, poi penso che Socrate era un grande.
Anche se io avrei preferito l'esilio.
Chissà la cicuta che sapore ha.

 

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Ho freddo, ho mal di testa, mi viene da vomitare, le mestruazioni incombono su di me facendomi arrabbiare tremendamente, che io non sarei mai voluta diventare una di quelle donne che campano in simbiosi col proprio ciclo e che lo tirano fuori ogni duextre, e invece no, proprio a me dovevano capitare a cazzo, che un mese mi vengono regolari, un altro no, poi il terzo mi fanno bestemmiare in aramaico perché mi fa male tutto e quell'altro mi fa male solo una cosa… e che palle!
Qui ogni santo, santissimo mese ci si prepara ad essere in tre, e poi ci ritroviamo comunque in tre perché ci ricordiamo che già c'è il cane e che quindi, a limite, saremmo diventati quattro.
Poi penso che io devo essere la reincarnazione di una tizia morta nel fiore degli anni negli anni settanta, non si spiegherebbe altrimenti la mia irresistibile attrazione per le borse psichedeliche, le magliette peace&love  e gli orecchini pendenti, che oggi ho comprato l'ennesima borsa viola a fiori gialli e fucsia, e penso che se la guardi  fisso per un po', dopo esserti fumato o ingollato qualcosa di illegalecheperòdovrebbediventarelegale, puoi partire per mondi lontani e trovarti con Franguzzo a vagare per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato chissà) .

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Negli anni ’80 erano tanto in voga quelle scatole enormi di cioccolatini farciti, mi piaceva tanto guardarle, e ogni singola pralina era così golosa alla vista, ci impiegavo sempre un sacco per scegliere quale volevo.

Sistematicamente non mi piaceva, a vole la sputacchiavo, altre la mangiavo comunque. Solo dopo ho capito che il cioccolato farcito non è molto di mio gusto, meglio un quadrato di fondente semplice, o una barretta al latte, poco decorativi da guardare, deliziosi da gustare.

Quando vidi per la prima volta Forrest Gump io non la capii mica la famosa frase “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”, non capii neanche tanto quella della merda, ma adesso parliamo di cose da mangiare, la merda non è che ci stia veramente bbbene (dovrei smetterla di citare Guzzanti oltretutto).

Poi le frasi le ho capite, per fortuna, anche se la mia vita sarebbe andata avanti lo stesso, ma non tergiversiamo, per favore!

Ieri sera mi sono tornate in mente le confezioni di cioccolatini farciti, come i sogni e le aspettative dell’infanzia, quelli che si sono rivelate impossibili, e quelli che possibili lo sarebbero ancora, ad alcune cose ho dato un morso che poi ho sputacchiato, ad altre non ho avuto il coraggio o la forza di arrivare, altre ancora sono state prese da mani più veloci delle mie e gustati da palati meno raffinati o più voraci, ed ora sono qui, con la scatola mezza vuota, mi resta ancora solo qualche pralina da scartare, o forse potrei addentare il cioccolato fondente, quello, sono sicura, mi piace davvero un sacco.

 


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