Archivi del mese: dicembre 2008

resoconto natalizio

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0in 5.4pt 0in 5.4pt;
mso-para-margin:0in;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

Il natale da me vituperato in qualche modo è passato.

Sostanzialmente ho lavorato nei momenti clou, tranne un tristissimo cenone del 24  io+lui+suocera, ma è stato abbastanza inevitabile, nonché mio unico slancio di buonismo, e, a dirla tutta, la suocera ha cucinato dell’ottimo pesce.

A casa dei miei ho avuto modo di provare di nuovo cosa si intende per cazzodifreddo, tanto che io ho indossato, mia sponte, un cappello, e (ragazzi!) questo è un fatto di portata epocale, dato che, da che ho memoria, ho sempre strenuamente lottato per la libertà del mio cuoi capelluto da qualsiasi copertura che non fosse altro che il suo naturale manto di capelli. Anzi, quando da piccola ero obbligata ad indossarne da parte dei miei premurosi genitori, mi bastava voltare l’angolo del vialetto sotto casa per liberare la mia fluente chioma dal lanoso coperchio.

 

Da casa dei miei sono tornata anche con le tasche piene –e non solo i ciglioni (cit.)- e il mio solito carico di sensi di colpa che smaltiranno nel corso delle prossime settimane, fino alla prossima visita diciamo.

 

L’amica di mia madre mi ha regalato un perizoma natalizio che è qualcosa di inenarrabile, basterà un particolare a rendere l’idea: tre campanellini che pendono sul davanti legati ad un nastro rosso.

Commenti degli astanti, dopo che l’amica è andata via:

-mia madre mi ha santamente e devotamente ricordato che è un regalo fatto con buone intenzioni e che in quanto tale deve essere apprezzato –> risposta di Jelinek: una sonora pernacchia.

-mio padre non ha commentato –> risposta di Jelinek: in cuor suo ha tanto ringraziato il papà per quel silenzio.

-mio fratello ha detto che avrei potuto indossarlo e poi esibirmi al circo –> risposta di Jelinek: vaffanculo, e poi anche a te ha regalato dell’intimo nonostante a 16 anni il tuo sex appeal sia ai minimi storici ahahahah (risata malvagia)

-lui ha prima detto che l’idea di me con quel coso addosso gli aveva messo in moto qualche fantasia, salvo subito dopo ricredersi e sentenziare che il mio culo è più bello senza fronzoli e che lui è uno che bada esclusivamente alla sostanza –> risposta di Jelinek: grazie amore per non aver fatto questi commenti di fronte ai miei, ma solo nottetempo quando loro già dormivano.

 

Ultimo aneddoto dalle fredde lande desolate del borgo natio:

mio padre ha la sana abitudine di addormentarsi col televisore acceso ad un volume che superi la barriera delle coperte con cui si copre fin sopra le orecchie.

Siccome guarda abitualmente tutti quei film di una volta, o le commedie di De Filippo, o  varie trasmissioni di storia locale diciamo che i canali su cui si sintonizza sono gli stessi che dopo la mezzanotte propongono una serie di trasmissioni per adults only, così, alle due del mattino, nella pia e santissima et devotissima casa dei miei santissimi et devotissimi genitori è risuonato l’orgasmo di una donna in un film porno, non nascondo che per un attimo ho pensato con orrore che quei suoni fossero emessi dalla mia santa et devota et pia madre, ma poi il doppio russare in sottofondo mi ha rasserenato e dato il coraggio di aprire la porta della loro camera, trovare i due corpi addormentati e spegnere il maledetto apparecchio.

 

Questo è tutto, anzi non lo è, il resto nelle prossime puntate.

Annunci

4 commenti

Archiviato in autoanalisi, cavolate varie, citazioni, dentro, famiglia, lui, poveraitalia, racconti, ricordi, scene di ordinaria follia, vita

E’ Natale, gli amici tornano a casa ed è un susseguirsi di quando ci vediamo, usciamo, vienimi a trovare.

Si stingono mani, si baciano guance, si sorride e dentro si pensa a quanto l’altro/a è ingrassato/a-dimagrito/a-invecchiato/a.

Si incartano regali, si inviano sms, e ogni telefonata di servizio ha una coda di auguri di circostanza e non.

E’ Natale e intanto i negozi sono vuoti, le strade meno trafficate e sempre più bucate, chè ad ogni passo rischi di inciampare, ad ogni angolo di scapicollare.

Alla tv c’è l’uomo sorridente che dice che la crisi non c’è, anzi c’è, ma bisogna che noi ce lo dimentichiamo, che sorridiamo, che siamo ottimisti, che sono i soliti comunisti a dire le bugie.

Anche mrs Almirante -l’ho sentita intervenire in tv mentre ero in una pasticceria a comprare un babà con panna e fragole- dice che in realtà stiamo tutti bene, che siamo tutti ricchi, felici e sorridenti, e che questo regime ci sta tutelando meglio di quello di settant’anni fa.
Come darle torto.
E poi se lo dice lei.

E’ Natale la gente sola si sente più sola, e la gente povera si sente più povera, e la gente si guarda dentro, si guarda fuori, ed ognuno sguazza nella propria misera mediocrità.

E’ Natale, volemose bbene.

8 commenti

Archiviato in amicizia, attualità, cavolate varie, famiglia, politica, poveraitalia, riflessioni, scene di ordinaria follia, vita

Ma se io avessi previsto tuto questo: dati, cause, pretesto, le attuali conclusioni…

giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo

se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso

poi sono nato fesso

(F. Guccini)

Beh, credo che questi stralci di canzone riassumano sostanzialmente la mia vita, al punto in cui sono adesso.
Molto altro da dire non ce n’è.

1 Commento

Archiviato in arte, autoanalisi, citazioni, dentro, musica, riflessioni

Stamattina, appena alzata (20 minuti fa), i miei capelli avevano una forma strana, un’acconciatura che sfidava la forza di gravità e si diramava in due protuberanze perpendicolari alle orecchie.

Continuo altresì ad avere una sorta di reazione allergica, non si capisce bene a cosa, che mi causa improvvisi e randomizzati gonfiori su varie parti del corpo in svariati momenti, senza che vi sia assolutamente alcuna sistematicità e temporale e "geografica", sicchè spesso cambio repentinamente  aspetto assumendo a tratti le labbra della Parietti, ad altri occhi a forma di dirigibile, altri ancora dita a forma di salsicciotto.

Il mio umore altresì varia dalla depressione più nera all’euforia, dall’angoscia più profonda alla serenità degna di un monaco tibetano.

Dopo Ovidio e Apuleio, o chi altri, le mie Metamorfosi si stanno compiendo, sarà mia cura trasporle in versi non appena mi sarò trasformata in poeta laureata!

Lascia un commento

Archiviato in arte, autoanalisi, cavolate varie, citazioni, dentro, racconti, riflessioni, salute, scene di ordinaria follia, vita

qual è la direzione nessuno me lo imparò
qual è il mio vero nome ancora non lo so

(F. De André)

5 commenti

Archiviato in autoanalisi, citazioni, deandrè, dentro, musica, riflessioni

A Napoli sistematicamente accadono i miracoli.

Una cosa che mi ha stupito fin dalla prima volta che ho messo piede in questa città è la capacità che hanno gli ambulanti di materializzarsi -esattamente-al momento del bisogno con la merce di cui si ha bisogno.

Così, non appena una nuvola nera comincia a minacciare temporale e una goccia scende giù dal cielo, non fai in tempo a bestemmiare in santa pace per il fatto che  non hai l’ombrello, che ti si avvicina il simpatico omino col carrettino pieno di ombrelli di ogni formato, colore, dimensione, prezzo.
Lui semplicemente si materializza lì accanto a te, provenendo da una dimensione parallela in cui era stato ad attendere il momento propizio per venire fuori.

Inutile sarebbe sottolineare che io sono una dei clienti migliori per qualsiasi ambulante  perchè non tiro mai sul prezzo e altresì sono sempre sprovvista di ombrello, e, cosa non ultima nè meno importante, detesto bagnarmi i capelli anche solo un pochino.
Tanto che ogni anno la nostra macchina finisce per riempirsi di ombrelli colorati che, come magicamente sono apparsi nel carrettino dell’ambulante nel momento del bisogno, spariscono durante l’estate per finire non si sa bene dove.

Dicevo che gli ombrelli venduti hanno pressappoco tutte le dimensioni e i colori possibili, ma in questi  ultimi giorni di pioggia ho notato che tutti gli ambulanti ne vendono un modello multicolore, uguale a quello che disegnavo sempre da bambina.

Questo modello pare essere decisamente il più venduto in assoluto, così, sotto la pioggia e il fango che ricopre le strade allagate e bucate come formaggio svizzero, si vedono passeggiare teste arcobaleno che rallegrano tutta la città, che sembra una scena di un cartone animato.

6 commenti

Archiviato in attualità, cavolate varie, racconti, riflessioni, scene di ordinaria follia, vita

Quando la mattina io e lui scapicolliamo fuori di casa lasciamo spesso la camera da letto in pieno stile campo di battaglia, col letto sfatto, i pigiami sparsi in giro e le veneziane socchiuse.
Dormire anche un solo minuto in più non ha prezzo, e noi adottiamo tattiche apprese da anni di film di Fatozzi per poter impiegare il minor tempo possibile per le azioni indispensabili.

E poi mi capita  tornare a casa, entrare in camera e sentire ancora l’aura di relax che la pervade, quel lettone pieno di coperte sembra lasciato solo da qualche secondo, e c’è un profumo dolce che riempie la camera, è un profumo che sento solo da sei anni a questa parte e che non avevo mai sentito prima, e che non era mai esistito prima, e che non ho mai sentito altrove.
Non è il mio profumo, non  è il suo profumo. E’ il nostro profumo.

Perchè 1+1 fa 2
e 2 è diverso da 1

10 commenti

Archiviato in dentro, lui, riflessioni, vita