Archivi del mese: settembre 2008

Parlo di me, come al solito

Se fossi una ragazza coscenziosa starei a lezione oggi, ma lo sciopero del trasporto pubblico mi ha fornito un’ottima scusa, anche se io di solito mi faccio dare un passaggio in macchina da lui.

Se fossi una ragazza coscenziosa ripeterei ancora una volta i capitoli di geografia e li integrerei con gli appunti  che avrei preso a lezione, sempre se fossi stata coscenziosa anche a lezione, soprattutto prima dell’esame di domattina.

Se fossi una ragazza coscenziosa non berrei a colazione un litro di caffè anche se lo stomaco già alle dieci del mattino chiede venia.

Se fossi una ragazza coscenziosa laverei accuratamente tutti i pavimenti, sistemerei il disordine sparso in giro e preparerei il pranzo e magari anche la cena al posto del solito panino.

Se fossi una ragazza coscenziosa la smetterei  col turpiloquio, col cinismo e con le prese per i fondelli a chi mi circonda.

Se fossi una ragazza coscenziosa cambierei molte cose di come sono adesso, tornerei ad essere molto simile a come ero in passato, e potrei anche fare più contenti mamma e papà.

Ma io mi sono rotta di essere coscenziosa, anzi, sapete che vi dico? Io una coscienza non ce l’ho.

Voglio cominciare a vivere senza pensare alle conseguenze, voglio cominciare a vivere ad un livello più superficiale, voglio cominciare a fregarmene.

E’ solo che non riesco a prendermi sul serio neanche io fino in fondo, e credo che nella sostanza resterò sempre quella brava ragazzetta di provincia che a  mi fa anche un pò pena.

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Santo Prepuzio!

Non mi chiedete come abbia fatto a scovare questo link, ma ,vi prego, dateci un’occhiata, è per me qualcosa di esilarante.

it.wikipedia.org/wiki/Santo_Prepuzio

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Riflessioni disordinate

Scrivo poco perchè sostanzialmente non ho tempo.

Alle volte mi sembra che la vita mi scappi dalle mani e io faccia fatica a starle dietro.

Eppure la mia vita è questa, solo che anche in questo faccio fatica a capirlo.

C’è stato un periodo, quello della malattia, in cui pensavo che la vita fosse riflettere sulla vita, e restavo settimane chiusa in casa a guardarmi dentro, e a trovarci solo fantasmi.
Non che fosse un pensiero lucido, ora me ne rendo conto, ma sostanzialmente stavo lì ad osservarmi, a studiare il mio passato e il mio presente e a temere il futuro.

Ora mi prende l’ansia quando mi rendo conto che ogni mattina devo alzarmi e fare, fare delle cose, e io sento perdermi dietro queste cose, perchè non capisco se sono io le cose che faccio o sono le cose che faccio ad essere la mia vita.

O forse la vita è proprio questo, nulla di più e nulla di meno, e allora smetto di aspettarla e decido di affrontarla, chè altri rimpianti non potrei sopportarli.


…fingo d’aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare, grattarsi…

(Francesco Guccini)

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Allo stato attuale della mia vita
Pagherei oro per un’ora di sonno.

Pagherei oro per un piatto di carote bollite al posto del panino.
Pagherei oro perchè qualcuno mi scrivesse una tesina di psicologia.
Pagherei oro per un cinema.
Pagherei oro per sueprare l’esame di geografia decorosamente.
Pagherei oro per trovare una casa.

ma tutto quest’oro non c’è l’ho…

e ritorno sul tema di ho sonno

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Dovrebbero  esistere delle parole che possano spiegare le lacrime.
Perchè il pianto non si può spiegare.

E le lacrime non hanno suono, non hanno voce, non hanno superficie.

Le lacrime dovrebbero essere le parole, perchè solo le lacrime sanno parlare del mondo di dentro, e  solo loro lo sanno dire quello che hai nel cuore.

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Nell’attesa che si sciolga il sangue di sangennaro mi rigiro nel letto e sorrido pensando all’ultima che ho tirato fuori ieri sera.

 

La scena si svolge in macchina, al rientro della partita del Napoli da casa di altra gente presso la quale lui ha appunto visto la partita insieme ai maschi e la sottoscritta si è intrattenuta con le femmine -lo giuro che non abbiamo fatto la maglia nè preparato biscotti, no almeno quello no-

La sottoscritta, ovvero io, commenta:

allora Amore, avete vinto, sei contento?

beh, queste sono partite di coppa –e tenta di spiegarmi una roba relativa ai goal subiti in casa e da segnare al ritorno… la sottoscritta finge di interessarsi e capire-

ah, quindi la prossima volta dovete andare a giocare a Benefica?

no Amore, Benefica è la squadra della città di Lisbona, anche se, se esistesse una città con un nome così, non dovrebbe essere  un brutto posto!

 

 

 


 

La sottoscritta ha una lunga e dolorosa spina nel cuore ma non ha il coraggio di parlarne, e spera di farlo nel più breve tempo possibile, quando il risultati dell’esame potrebbero aver dato esito negativo rispetto a quanto teme.

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Ebbene sì, delle vacanze restano solo i ricordi, da oggi sono ripartita a pieno ritmo in piena spm, tipico di me.

La cosa mi ha "autorizzato" a mangiare ben due Baci perugina, che per quanto cerchi di boicottarli non ci riesco, sono troppo bbbuoni!

Ieri notte  sono stata anche al Pronto Soccorso per vedere se avevano nostalgia di me, ma non ne avevano, e mi hanno liquidato prescrivendomi una visita dall’allergologo, e io che pensavo fossero fenomeni di natura divina quei gonfiori-bruciori-pruriti.

Sulla cartella clinica c’è scritto che ero ben orientata nello spazio e nel tempo e che ho rifiutato, prendendomene la responsabilità, la fiala di cortisone  che la dottoressa prescriveva, ma io da quell’infermiere che somigliava a Raz Degan, ma con una cicatrice su mezzo viso, con la sua loquela dialettale con cui mi ha apostrofato un vien’ ‘a ccà e i suoi capelli decisamente poco puliti non mi sarei lasciata bucherellare per nulla al mondo e il cortisone me lo son preso via orale.

 

Dicevo che delle vacanze rimangono oltre che i rotoli sulla panza delle gran mangiate di pesce, un paio di dozzine di foto, poca anzi nulla abbronzatura alcuni aneddoti carini.

 

Il primo riguarda la coppia che albergava nella stanza accanto alla nostra, in pratica le testiere dei nostri letti erano sullo stesso muro, per cui si sentiva praticamente tutto.

Ora i due vicini erano due ruspanti giovani innamorati che avevano scelto di festeggiare il di lei compleanno con un saccone di cibo prelevato al Mc Donald’s e tanto sesso.

Dopo il lauto banchetto sono stati lì a chiacchierare -urlare- di buone maniere, specie in relazione all’uso di fare regali appropriati alle persone e le formule per consegnarli approfondendo poi la questione del Motorola -pare- modello V9.

Tempo qualche minuto e lei stava avendo un orgasmo, lei ha poi avuto tanti orgasmi, e dopo un po’ di silenzio i due hanno avuto insieme un orgasmo.

Dopo circa 30 secondi parte con una discussione su Al Qaeda!

L’indomanimattina  mentre io e lui scendevamo a fare colazione passiamo necessariamente davanti alla porta della loro stanza che è spalancata, lei è in vestaglietta e i due non scendono al ristorante, io e lui risaliamo e mentre ci laviamo i denti sentiamo che è ripartita il tour de force sessuale che sarebbe durato per tutta la mattina, anche mentre la signora delle pulizie era nella nostra stanza.

Io e lui intanto siamo nella saletta dell’hotel a leggere il giornale, i nostri due vicini ci raggiungono, lui è disorientatissimo, sbaglia direzione, vuole uscire dal balcone, lei lo rimette sulla retta via e passando accanto a noi ci saluta con un calorosissimo Buongiorno!

Credo che anche loro abbiano sentito noi, benchè gli stili non fossero poi così simili, e soprattutto perchè non siamo mai partiti parlando di un cellulare e dopo non abbiamo mai discusso di terrorismo internazionale, ma soprattutto lui dice che secondo lui "nella gara" hanno vinto loro e volevano solo pavoneggiarsi.

Chissà.

 

Qualche giorno prima io e lui vagavamo per la cittadina di mare in cui eravamo approdati passeggiando mano nella mano, vediamo una chiesa e decidiamo di entrare per vederla.

Il parroco che era fuori a chiacchierare coi fedeli pensa bene di seguirci forse per fare gli onori di casa, io entro e anche lui, ovviamente non ci facciamo il segno della croce e ovviamente guardiamo solo gli affreschi, mentre stiamo per uscire io evito per un attimo un volo micidiale che mi avrebbe fatto spiaccicare al terreno nella posizione del quattro di bastoni.

Scoppiamo a ridere ma cerchiamo di mantenere un minimo decoro, usciamo quindi dalla casa del padre e siamo lontani di pochi metri quando sentiamo una bambina di 3-4 anni che era coi fedeli che chiacchieravano col prete urlare: quelli sono gli eretici?

Io avrei voluto tornare indietro a spiegarle cos’è un eretico, e perché io e lui non siamo eretici, ma nel timore che tutti pensassero che lo fossimo e che per questo avrebbero potuto cercare di usarci come illuminazione pubblica per quella sera, abbiamo proseguito la nostra camminata in riva al mare mentre cercavo di ricordarmi qualcuna delle principali eresie medioevali.

 

Per ora mi fermo, prossimamente altre cazzate.

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