Archivi del mese: novembre 2007

Sono i tragitti il problema, lo stato di transizione tra un punto e l’altro.
Non è importante dove debba andare nè da dove debba partire, il pericolo sta nel mezzo, fra il punto A e il punto B del segmento.
Perchè no non è una retta la vita, non è che ha un inizio e poi si spinge a più infinito. No la vita è proprio un segmento. E nel mezzo ci sono tante tappe, tra A e B ci sono a’ a” a”’ e tanti, troppi altri punti. E io sono tranquilla solo nei punti, non fra i punti.E adesso siamo in una fase proprio complicata, caspita. Siamo nientepopodimeno che fra a” e a”’, mica fichi secchi!
Cioè, io ho studiato per il 99% del tempo che ho vissuto finora, adesso non potete togliermi quel o che ho sempre fatto e che vorrei fare per sempre, no, non è giusto, non è fattibile, non è sopportabile. nsomma, io non sarei d’accordo, diciamo.
E invece oggi ho buttato via un sacco di roba, e ho passato il pomeriggio a vedere la tv, che tipo non mi capitava da almeno dieci influenze fa.
Magari domani vado pure a comprarmi una rivista di gossip, forse. No vabbè, quello no, magari La settimana enigmistica.
Sto andando, ma dove?
Perchè se devo andare in un posto quello che mi mette ansia è il doverci arrivare  con le mie gambe?
E perchè sono così freudianamente banale anche nelle nevrosi?
All’epoca più buia feci un disegno, in realtà ne portavo spesso alle sedute. A me sembrava una crepa nel muro, ma lei, la D. ci aveva visto giusto, diceva che era una cartina geografica, una sorta di disegno di strade che si diramavano da un punto.
Naaaaah pensai io, cazzo, aveva ragione, penso adesso.

Ora cammino, e mi sento le gambe che tremano, oppure alcuni giorni non cammino affatto, come oggi.

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Qui lo dico e non lo nego!

Io non sopporto: Beppe Grillo, Roberto Benigni, Fiorello, Adriano Celentano e tutto questo stuolo di santoni dell’italietta contemporanea.
Li ritengo dei furbastri, si credono alternativi, raccolgono popolarità buttando lì una serie infinita di banalità e luoghi comuni. E tutti lì a sentirsi alternativi nel seguirli, mentre stanno solo a brillare di luce riflessa del personaggio popolare in quel momento, che fa moda dire io sì che sono intelligente, ho letto il libro di Saviano e sono andato pure a sentire Grillo che urlava col suo tono di voce così piacevole. Che mmerdal’Italia, io mando tuttiaffanculo, stannotuttillì a fare iporcicomodiloro, i politici sonmo tutti uguali, ma poi se leggono un quotidiano all’anno è tanto.

Fiorello non mi fa ridere, si permette di cantare A muso duro, di cantare frasi come …magari poi vestirmi come un fesso per fare il deficiente nei concerti… ma perchè cos’ha fatto di diverso prima? Si è mai schierato per potersi definire un guerriero senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e  aperto nel futuro? Ha mai prodotto qualcosa di profondo un quarto di quello che ha scritto Bertoli?
Su Celentano stenderei un velo pietoso, insomma già solo il timbro della sua voce è un’ingiuria al canto, e poi perchè se lui dice quattro puttanate sul governo o sull’attualità queste cose devono finire sui giornali? Ma chissene.
Roberto Benigni poi… magari qualche volta mi ha fatto anche ridere, ma è un furbastro del cavolo: certo nei campi di concentramento è arrivato il soldato americano, l’Armata rossa non è mai esistita, peccato che i manuali di storia smentiscano, ma questo è solo un dettaglio, e poi i russi mica gli davano l’Oscar? E poi la guerra in Iraq, e lui zac che ci ambienta il film mentre migliaia di persone muoiono, mentre le sorti del mondo vanno in malora è proprio comoda come ambientazione, no? E magari qulache verso di Dante, che in Italia ci interessa di più la sua di interpretazione della Commedia, mica Contini potrebbe dire qulcosa di interessante su Dante: anni di studi filologici non valgono quanto la capacità di esaltare il popolino. E se qualche decennio fa prendeva in braccio Berlinguer, adesso va alle feste dell’Udeur!
Beppe Grillo, wow, se vedo di nuovo la sua faccia vomito: ho la nauseaaaa. Vaffanculo Prodi, vaffanculo Berlusconi, vaffanculo tutto, yeah, fomentiamo questo clima di disfattismo, di disinterese verso la politica, questo pullulare di luoghi comuni che fanno allontanare la gente da argomenti che dovrebbero interessarli. Vaffanculo tutti, ok, e come alternativa? Quattro urletti su un palco e un blog in rete, beh, quelli se ne scrivono tanti! Perchè io apprezzo il fatto di dire le cose come stanno, di smascherare i giochi di potere, di dire la propria opinione senza peli sulla lingua, ma poi, se tanto ci sentiamo dei scesi in terra, allora proponiamo delle alternative, no?

E qui mi fermo, semplicemente perchè ho mal di testa, e mi annoio di continuare a battere sulla tastiera. Adesso devo pure correggere gli errori di battitura. Ma almeno una volta per tutte l’ho detto.

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Perchè?

Perchè mi mette a disagio il fatto che mi dicano che sono dimagrita?
Lo so cazzo che sono dimagrita, non faccio che provarci, ci mancherebbe pure che non ci riuscissi!
E poi detto da una donna non so perchè ma mi fa andare ancora più in bestia.

Ormai anche lui, che prima non ci pensava assolutamente e mi diceva seibellissima anche quando ero una cicciona universale, ormai anche lui ci fa caso se perdo ancora dei kg. E anche se dice di no, io sono convinta che mi vorrebbe molto più magra di così. Anche se mostra di apprezzare curve e sinuosità io sono certa che amerebbe di più un pancino ultrapiatto e un sederetagliaquaranta.
Ma poi fondamentalmente diciamo che sono io che mi amerei di più così, e non ho nemmeno il coraggio di ammettermelo in prima battuta.

Forse dovrei semplicemente cancellare questo post inutile/stupido/delirante.
Sembra estratto da uno di quei blogghetti con tanto di diario alimentare da 200 calorie e mappa del peso a piè pagina.

Ma se lo pubblico è anche per farvi rendere conto, cari miei lettori, che faccio tanto l’intellettualoide, l’intelligentoide, la critica dituttodipiù, ma in fondo sono solo una stupidella che baratterebbe molto di ciò che ha per pesare 45 kg.

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Catene

Qui parlando di catene ci si è finora imbattuti in film drammatici, in email da spedire a tot amici (regolarmente da me non spedite, non abbiate paura a lasciarmi il vostro indirizzo, non vi affliggerò mai con questo genere di cose – e, per la cronaca, la mia sfiga si mantiene sempre allo stesso livello drammaticamente medio/alto), catene dei blog che poi sono anche carine tipo quella delle canzoni o test che ti spingono in fondo a dire qualcosa di te.
Cercando catene come immagini mi sono pure imbattuta in immagini fetish, e anche queste ok, beh, sono gusti. O nelle catene da mettere alle ruote per non scivolare sulla neve.

Ma ieri, manco a dirlo, nella pausa infrontof macchinettedelcaffè ho scoperto dell’esistenza di una catena scandalosa: la catena del dolce di Padre Pio.


La tale catena consiste nel passarsi un campione di impasto del suddetto dolce fra tre persone care, le quali a loro volta devono preparare un dolce contenente il campione di tale impasto precedentemente avuto e consegnarne uno del proprio prima di infornare tale dolce. Tale dolce colui il quale ha una genesi allucinante, dovendosi esso preparare nel corso di dieci giorni: in pratica in un contenitore si mescola un ingrediente ogni due/tre giorni, e si lascia a sedimentare il preparato. Dopodichè tale campione andrà a sedimentare per altri tot giorni nell’impasto del dolce successivo.
Ora io nemmeno mi rendo conto se sono riuscita a rendere l’idea della genesi di questo prodotto potenzialmente velenoso oltre che tremendamente ridicolo, considerando il fatto che nel 2007 chiunque dovrebbe sapere che alimenti quali latte, uova et similia hanno una scadenza, vanno prima o poi in decomposizione e così ad libitum.

Mostrandosi la sottoscritta in uno stato fra lo shock e il divertito nel trovarsi suo malgrado parte di tale conversazione, essa -cioèio- viene additata come l’extraterrestre che finora è vissuta all’oscuro di tali dinamiche. Pertanto le sue colleghe, che millantavano doti di alta pasticceria nella preparazione del taledolcedipadrepio, hanno ritenuto opportuno arricchire con dovizia di particolari la trama di tale evento infarcendolo di tutti i risvolti psicologici che la preparazione del composto esplosivo comporta: ovvero il sentirsi soddisfatte e in pace con se stessi se il risultato finale risulta appetitoso et gradito al palato, nonché il sentire con purosacrocuorediggesù la gioia nel donare tale campione alle persone amate.

 

Ora, tornando a noi e al mondo reale, io ho naturalmente declinato l’offerta di ricevere tale preparato potenzialmente ricco di germi, virus e non so cosìaltro.

Quindi, cari amici miei, non temete, se mai recapiterò presso di voi dolci o altro genere di prodotti commestibili si tratterà di un sano vassoio di paste acquistato alla pasticceria più vicina o di un casatiello napoletano preparato con ingredienti freschi e selezionati che sono rimasti nel mio frigo non più di qualche ora!

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Post scandaloso/pornografico: astenersi benpensanti

Stamattina mi sono svelgiata allle 10.00 e accanto a me c’era il mio amato lui ovviamente. Ovviamente addormetato.
Ho cominciato a sbaciucchiarlo un pò, volevo svegliarlo con le coccole e poi fare colazione insieme.
Lui di tutta risposta a cominciato a provarci spudoratamente, e quando ha capito che non ci stavo -io la mattina devo prendere il caffè prima di fare ogni altra cosa, anche sesso- si è rigirato dall’altra parte, ha esclamato Se qualcuno non mi fa un pompino non mi alzo (alla Luca Cupiello: se non mi portate la zuppa di latte dentro al letto non mi soso) bofonchiando qualcosa poi circa il fatto che era colpa mia se lui è così attratto da me.
Ora siccome c’eravamo solo io e il cane la cosa era chiaramente rivolta a me. A me che intanto ero andata a prendere il caffè, e lui, di tutta risposta si è riaddormentato.
E’ bello vedere gli uomini come la fanno facile.Perchè poi comunque ha dormito fino a mezzogiorno, ovvero finchè io non l’ho svegliato, come lui voleva!
E io che quando voglio qualcosa la chiedo sempre in modo trasversale, faccio migliaia di questioni di principio e alla fine rimango sempre fregata dal mio orgoglio.
Dovrei imparare da lui.

Perchè lui è la persona che mi fa sentire viva.

Bisogno orizzontale -Claudio Lolli-

 Certo che ho bisogno di te 

 del mare nero, criminale 
 Delle tue onde che mi piegano
in un gioco naturale
 
  Certo che ho bisogno di te
carta da lucido e da giornale 
 E il mio bisogno di te 
 E’ un bisogno orizzontale
 
  Piego la scala, la scala 
 che abbiamo costruito 
 Piegale verso il cielo 
 oppure verso l’infinito 
 
Mi basterebbe una lacrima
per lamentarmi del tuo dolore 
 E io te la leccherei 
 Come segno di pace e d’amore
 
 Pensa se fosse l’America 
 con il suo sogno artificiale 
 e se noi volessimo ancora 
 farla stare male 
 
 Pensa a quella libertà impossibile 
 pericolosa e maniacale 
 e a quando eravamo liberi 
 a quel progetto verticale 
 
 Pensa che non ci sono più zingari 
 sulle sponde del canale 
 e che l’attimo fuggente è fuggito 
 con in tasca il capitale 
 
 Di una gioventù felice 
 e di un sogno da seminare
che è rimasto negli occhi dei tuoi figli
quando te li porti al mare
 
Certo che ho bisogno di altro 
 di una piazza almeno virtuale 
 di discorsi politici, frenetici 
 di uno scontro frontale 
 
 Ma mi piacciono anche 
 gli assalti laterali
quando si tratta delle tue gambe
dei tuoi sorrisi viriginali 
 
 Pensa se fosse davvero il mare 
 quella sembianza d’infinito
 e se avessimo appena cominciato
invece di avere quasi già finito 
 
 Quella fuga di luce 
 che ha espropriato il mio cuore 
 Pensala come vuoi
E’ orizzontale il nostro amore
 
Certo che ho bisogno di te
ti sogno due volte ogni temporale
sempre preziosa
soprattutto con me
nel mio sogno originale 
 
 Certo che ho bisogno di te 
 altrimenti sarei normale
uno di quelli che non sanno cos’è 
 l’infinito del tuo organo genitale 
 
 Uno di quelli che non sanno cos’è 
 perdersi dentro una tenerezza 
 quelli che neanche a un cane bagnato 
 hanno fatto mai una carezza
 
Ma la fuga io me la vivo 
 con dispeerata dignità amatoriale 
 Certo che ho bisogno di te 
 E’ il mio bisogno orizzontale"

 

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Sono giorni che mi siedo qui e non so cosa scrivere.
Non faccio che lavorare, caxxeggiare, fare la spesa, fare le pulizie, dedicarmi al mio uomo.
Ma in effetti non faccio nulla.
Mi sento in attesa. Come se ad un certo punto qualcosa dovesse cambiare. Come se dovessi svegliarmi da un sogno.
Sono quasi apatica, nulla mi tocca, ho smesso di preoccuparmi per il futuro. Mi sono rassegnata al grigiore. A questo stato di precarietà lavorativa, di insoddisfazione lavorativa. Che è poi il mio principale problema. Ho smesso persino di mandare i curricula alle case editrici, alle librerie e a tutti gli altri posti in cui mi piacerebbe lavorare.
Non pensavo fosse così tremendo fare qualcosa che non ti piace per campare.

E il sintomo principale di tale cosa è questo: oggi sono andata al centro commerciale per comprare delle scarpe e ne ho scelto un paio comodo, economico e di ottima qualità, tempo impiegato: dai 10 ai 15 minuti!
Non l’avrei mai detto.

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