Archivi del mese: luglio 2007

E infatti è stato un concerto stupendo

Prima del concerto si è esibito un duo: pianoforte e violoncello, non ricordo il nome, davvero bravi, un pò stile Einaudi per intenderci.

Poi Franco che ha cominciato con delle canzoni molto "soft" , fra cui anche un omaggio a De Andrè con Amore che vieni, amore che vai fino a scatenarsi in un rock davvero travolgente e infine in una serie di successi da Voglio vederti danzare a Sentimento Nuevo.
Un gruppo di ragazze davvero brave, le Mab se non ricordo male, hanno accompagnato le canzoni più rock.
E poi la cosa bella era quando Battiato nel mezzo delle esibizioni si scioglieva in qualche passo di danza tipicamente suo!
Immancabile,anche se fugace, Sgalambro.
Davvero un bellissimo concerto, ottimi musicisti, eccezionale Battiato, un pazzo, completamente folle, ma eccezionale.

Ora veniamo alle mie osservazioni da vecchiaccia acida: innanzitutto abbiamo pagato 25 euro per stare seduti su dei gradini scomodissimi che il mio fondoschiena, e credo quello di tutti, ancora maledice.  Ma non è questo il problema, immaginavo che i posti col cuscino erano quelli per i biglietti da 50 eurini, mica spiccioli!

Inoltre  una cosa che mi dà troppo fastidio è la gente che fuma  e non si fa il minimo problema se chi sta seduto accanto rischia per questo un attacco d’asma.  Capisco che siamo all’aperto, ma insomma se io voglio non fumare ne ho diritto quanto chi si crede in diritto di fumare, o mi sbaglio? E come il mio non fumare non impedisce a chi mi sta accanto di farlo, così il fumare altrui non dovrebbe impedire a me di non farlo! Un pò contorto, ma credo di rendere l’idea, almeno per que che concerne il mio concetto di libera scelta.
E invece ieri mi sarò fatta minimo minimo mezzo pacchetto, oltre ad avere capelli sporchissimi e la maglietta pestilenziale.

Ma poi quello che non sopporto è questa gente che per tutto il tempo resta col telefonino a riprendere: a questo punto, se sempre devi vedere il concerto attraverso uno schermo, comprati il dvd, ti risparmi pure la fatica di stare tutta la serata col braccio teso!!! Oramai non c’è posto in cui vada dove non sia circondata da gente che si guarda intorno attraverso il monitor di un cellulare, e la gente quasi mi prende in giro per il mio Nokia pagato 39 euro, perfettamente funzionante da anni che ha la prerogativa di fare quel che deve, ovvero telefonare e ogni tanto inviare un sms.

Continuando poi con quei gruppi di persone che devono per forza commentare tutto a voce altissima mentre l’artista suona, mentre si esibiscono i musicisti prima del concerto ecc, ieri sera sono riuscita a zittire un gruppetto di idioti con uno dei miei proverbiali sguardi di fuoco, so essere davvero spaventosa in questi casi!

Ok, mi fermo con queste riflessioni e critiche da prima della classe, perfettina e onnisciente, e chi volesse criticarmi è libero di farlo, salvo poi dover subire le mie  rispostacce of course!

In fondo l’importante è che il concreto è stato davvero bello, emozionante, e coinvolgente.
Complimenti a Battiato.

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Stasera concerto di Battiato

Anche se ancora non si è capito a che ora comincerà dato che su Repubblica l’orario indicato è le  21.00 e sul biglietto le 22.00. Come al solito arriveremo con più di un’ora d’anticipo, come sempre quando devo andare da qualche parte.
Oggi ascolterò un pò di vecchi cd sperando che regalerà qualche suo pezzo cult, che sono  i miei preferiti.
Insomma non è che Battiato sia il mio cantautore preferito, ma davvero sono già emozionata per stasera.  Battiato riesce secondo me a dare l’idea  dell’arte per l’arte,  del prendere sul serio una vocazione e darne un frutto cesellato e in sè perfetto, anche se alle volte, sarà un mio limite, esagera adirittura in questo senso (ad esempio ne La cura il fatto che lui vagasse per i campi del Tennessee  mica l’ho capito perchè!?!). Però ci sono dei pezzi, delle musiche, delle interpretazioni da togliere il fiato. 
Spero di godere qualche ora di vera arte.

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Le donne non riescono a fare a meno di parlare delle loro mestruazioni

Sono al fine giunta a questa conclusione.
A prescindere dal fatto che io mi sono sempre trovata meglio con i miei amici maschi, soprattutto dal liceo in poi, e che negli ultimi anni le mie amicizie femminili sono decisamente diminuite per cause varie ed eventuali di cui parlerò prima o poi, mi rendo conto che  non è possibile che una donna, o meglio ancora se in compagnia di altro essere del medesimo sesso, faccia a meno di menzionare il proprio ciclo mestruale, i drammi e psicodrammi ad esso legati, e tutti i vari accadimenti del proprio apparato riproduttivo, in testa utero ed ovaie.
Non escludo che anche io alle volte giustifico i miei malumori o malesseri imputandoli alle mestruazioni, pertanto non mi chiamo fuori da tale riflessione, ma anzi mi pongo in discussione io per prima.
Così ieri mi sono trovata nel pieno di una conversazione fra due signore di mezza età che hanno ripercorso amabilmente tutta la storia dei loro cicli, parti, esami e interventi legati alla cosa. E la cosa non mi capita raramente.
Mi chiedo perchè.
Ad oggi non mi sono data una risposta,  ma mi rendo conto che questi discorsi non devono poi essere così ameni, soprattutto  quando loro malgrado coinvolgiamo anche i nostri compagni/amici/conoscenti.

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La fiera dei luoghi comuni

Ecco cosa sono diventati i nostri Tg.
Fa freddo e tutti lì a parlare di freddo record, fa caldo e mancoafarloapposta è caldo africano, e poi l’esodo, il controesodo e non esistono più le mezze stagioni.
Insomma, anch’io mi sono lamentata per il caldo, e davvero stare accanto a me d’estate è decisamente poco piacevole dato che divento nervosa e intrattabile oltre che sudaticcia e debole, e costellata di pomfi decisamente antiestetici causati dalle punture di zanzara,  e d’inverno invece puntualemtne resto senza voce che sembro una centralinista delle hot line oppure a tratti la Iervolino.
Ma insomma d’estate fa caldo, d’inverno fa freddo, il primo weekend d’agosto tutti si spostano dalle città verso il mare e viceversa a fine mese. Si fanno più incidenti perchè ci sono più automobilisti in giro e ci sono inevitabili disagi causati dallo stato pietoso in cui si trovano le nostre strade.
Ma c’è bisogno di parlarne continuamente? O meglio di parlare per la maggior parte del tempo semrpe di queste cose?
Ogni anno le solite immagini, raccomandazioni per bambini, anziani e ipertesi, e bisogna consumare pasti leggeri e ricchi di frutta e verdurta, bere molto e stare a casa nelle ore più calde…
E intanto si occultano notizie importanti, non ci si chiede come mai Previti sia stato condannato per corruzione e Berlusconi assolto (vedi differenza fra assoluzione e prescrizione oltretutto)  e non si fa 2+2,  insomma, non ci vuole un genio, per chi o per cosa avrebbe corrotto Previti? Oppure  a Napoli un ragazzo finisce in carcere tre volte in dieci giorni per rapina e viene puntualmente rimesso in libertà pronto a rapinare altri turisti o onesti cittadini. E questo solo per fare gli esempi più lampanti che mi vengono in mente!
E invece noi ci sorbiamo l’ennesimo Onder che tutti eccitato ci parla di calcoli ai reni o di emorroidi ad ora di pranzo, i servizi su come sarà da record il caldo o il freddo quest’anno, le dolci attese di veline/sgualdrine e ochette varie e l’ultimo flirt dell’ultimo uscito dalla casa del Grande Fratello.
Che bella l’informazione!
E non parliamo del fatto che in Italia leggere un quotidiano sembra l’equivalente allo "spararsi una posa" da intellettuale.
Viviamo nell’ignoranza, tale nel vero e proprio senso della parola, non ci interessa conoscere, sapere, interrogarci sulle cose, siamo il popolo dei "tarallucci e vino" scurdammece ‘o passat’ e speriamo che il futuro non sia poi troppo male! Tanto Dio provvede!

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Ridiamoci sù!

Ho capito che è  il call center a fare di questi effetti sulla mente delle persone e sulle loro capacità psicofisiche.
Un tizio doveva fornirmi un numero di telefono e io gli ho gentilmente chiesto: me lo dii

Sì sì, proprio come Fantozzi!

 

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Ieri a Bolzano un uomo albanese che aveva  toccato, mi pare, il capo di un bambino per gioco è stato aggredito dalla folla perchè scambiato per un gesto pedofilo.
La notizia era su un trafiletto nelle pagine di cronaca di Repubblica.

A me viene solo un’osservazione da fare: se un sacerdote per strada fa una carezza ad un bambino nessuno lo prende a calci e pugni, lo fa un albanese e invece accade.

Ora non voglio dire che tutti gli albanesi sono buoni e integerrimi, come non voglio assolutamente dire che tutti i sacerdoti sono pedofili.
Ma come ci sono tanti albanesi malavitosi ci sono tanti preti pedofili. Sono episodi che sono stati provati.

Perchè l’albanese viene aggredito?

La nostra società è così piena di luoghi comuni, paure, xenofobia, fisse e soprattutto così ipocrita e cieca di fronte a tante cose.Che schifo…

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Dismorfofobia. Si chiama così, no?

Io so oggettivamente di non essere così, anzi di essere anni luce da così.
In passato sono stata più in carne, e tuttora dovrei magari perdere qualche kg, non sono oggettivamente nemmeno una silfide, ma insomma sono una persona formosa con una bella quarta abbondante di seno e tutte quelle altre curve, e, sempre oggettivamente, ottengo un certo consenso con gli uomini, e questo non lo dico per vanità, che a me di ciò non interessa nulla, tanto io manco ci credo agli sguardi di approvazione, spesso nemmeno a quelli del mio compagno, e sì che lui mi fa sentire desiderata, e nemmeno poco, e sempre sì che lui è un gran bel ragazzo e potrebbe avere tante donne.
E invece io passo il tempo a tormentarmi in questo modo, e non so perchè.
Mi sento fuori posto, mi sento sempre la più grassa della situazione anche quando ci sono ragazze che mi superano  di un paio di taglie.
E passo il tempo a tormentare lui, a chiedergli se sono più grassa di questa o di quella.
E in questi giorni sto cercando di mangiare poco, alle volte passo proprio del tempo a non mangiare, a sentire la fame e trattenerla.
Ma non voglio che questo diventi un incubo, una patologia, anche se in parte già lo è.
So che il punto sta nel non sentirmi adeguata come persona, nel sentire sempre di dimostrare perfezione in tutto, eccellenza, come ho sempre fatto, e soprattutto nello smettere di vivere il cibo come una coccola od una punizione, un compenso o una privazione.
Che mangiare è una cosa che si fa per vivere, non per essere felici o tristi a seconda del come e quando lo si fa.

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