Archivi del mese: giugno 2007

Sapori d'infanzia

Ci sono merende che mangiavo quando ero piccola, al paese me le preparava mia madre ricordando le sue da bambina, che a loro volta erano preparate dalle nonne…

Fra queste una l’avevo dimenticata, poi qualche giorno fa vedendo distrattamente  un vecchio  film con Anna Magnani mi è tornata in mente: pan bagnato con lo zucchero!

Così stamattina appena sveglia ho tagliato una fetta di pane di ieri, l’ho spruzzato d’acqua e di zucchero ed è stata quella la mia colazione.
Buonissima!

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Organizzarmi la vita

Stendere un minimo di programma di quello che devo fare nel mio immediato futuro.
Inutile piangermi addosso o farmi venire l’ansia (peggio ancora).

Così oggi ho preso un block notes nuovo nuovo, e ho elencato tutta una serie di possibilità: bandi, borse di studio, domande, concorsi.
Per il momento ci sono nove voci, ma sono solo le cose che prima mi sono venute in mente.
Devo fare ancora ricerche su internet, guardarmi un pò intorno, cercare di darmi da fare.
Perchè lo so che la soluzione non arriva dal cielo. E devo superare la mia innata pigrizia, che poi non è propriamente pigrizia quanto piuttosto il partire sconfitta, sicura di non farcela e quindi incapace di fare le cose con la grinta necessaria.

Voglio darmi un’ultima possibilità, quest’anno o mai più.
Voglio battere tutte le strade che ritengo possibili, se non dovesse andare allora parto per Brescia, tanto per dirne una! O magari Bologna.

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Oggi sono triste, di quella tristezza sottile, che è quasi malinconia.
Non so precisamente perchè.
Forse sono triste perchè finisce quest’esperienza lavorativa all’Università.
Forse perchè è estate, e io d’estate sono triste.
Forse perchè la mia vita va avanti senza aspettarmi.
Forse perchè non lo so.

E quando io sono triste  ascolto De Andrè, o canticchio le sue canzoni.

E oggi questa è la mia colonna sonora:

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d’amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c’è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina anarchia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza

con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T’ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.


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Citazione- tanto per rinfrancarmi un pò

L’assenza di ansia
è il segno di riconoscimento dello stupido
non del valoroso

    (Erasmo da Rotterdam)

e se lo diceva lui… ubi maior!

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Cronaca di una due giorni annunciata

Finalmente stanotte le temperature sono tornate a valori sopportabili, sono riuscita a dormire e a riposare.
Il mio abituale colorito roseo è tornato al suo posto e il mio ciclo mi ha dato una tregua.

In un altro momento avrei sofferto molto di più, invece in questi giorni io, tutto sommato, sono stata bene.
E questo perchè questa settimana sto facendo una cosa che davvero mi piace. Questo stage e il lavoro che stiamo svolgendo mi sta facendo capire che la ricerca è proprio quello che voglio fare.
Tutto ciò che per qualsiasi altra attività mi avrebbe frenato adesso non è stato che un contorno spiacevole al massimo.
Ancora tre bellissimi giorni di lavoro, oggi, domani e dopodomani.

Poi però tornerà il grigio e la monotonia di sempre.
Le speranze, lo studio senza scopo, quel groppo in gola quando pensi a chi ce l’ha fatta e vorresti sapere come, la ricerca di un concorso, una borsa di studio.

Ieri la "mazzata". Parlando con una ragazza conosciuta durante la pausa che si è laureata col mio stesso luminare della storia contemporanea, che con lui ha perfino pubblicato un libro, e che mi ha detto di non farmi illusioni, anche a lei tutte le porte sono chiuse, glielo hanno detto senza tanti giri di parole, perchè per il dottorato non ha ancora abbastanza titoli: lei che ha persino una pubblicazione, che ha collaborato per lungo tempo con la cattedra, che adesso ha ricevuto un finanziameno dalla regione per un suo progetto.

E allora mi sa che è melgio che cominci a farmene una ragione.
Agli errori che ho fatto in passato non posso  rimediare.
Ho capito che certe cose le decidono i professori durante gli studi, in quesgli stessi anni in cui io invece ero chiusa in  casa  a  tremare al pensiero  di andare a comprare il pane.

Ora devo solo cercare di godere il momento.
Domani mi accontenterò di quel che ho, ma per ora sogno ancora un pò.

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Autostima, commenti e complimenti

Ultimamente ho un’autostima decisamente bassina, anzi diciamo pure inesistente.
Non che sia mai stata a livelli soddisfacenti, tuttavia in quest’ultimo periodo davvero mi vedo male.
Mi rendo conto che principalmente la cosa deriva dal fatto che non ho un lavoro che mi faccia mettere in luce le mie capacità, le mie competenze e la mia voglia di farlo. Inoltre sono sinceramente angosciata dal mio prossimo nonchè remoto futuro. Non so cosa farò, cosa riuscirò ad ottenere.
In questo mondo di precarietà io, la regina del bisogno di certezze, mi sento naufragare.
E se per qualcuno, tempo fa, il naufragare era cosa dolce, per me è un disastro! Un disastro di dimensioni cosmiche.
E allora ecco che mi sveglio nel cuore della notte con l’ansia, il respiro irregolare, il cuore che palpita e faccio brutti pensieri. Ecco perchè ultimamente quando mi fanno un complimento la cosa mi fa particolarmente piacere.
Così ieri sono stata davvero contenta quando nel mio gruppo di lavoro all’Università hanno tutti poposto me per la presentazione finale di un progetto al quale stiamo lavorando, corredando la cosa con complimenti vari et eventuali sul mio modo di parlare, sulla mia voce, sulla mia proprietà di linguaggio.
Poi però penso che al call center, proprio qualche settimana fa hanno scartato alcuni di noi da una selezione invitandoci a migliorare la nostra dialettica e uso del computer. Strano perchè io fra loro ero l’unica laureata in lettere col massimo dei voti e perfezionamento sull’uso dell’informatica applicata agli studi umanistici. Mentre le persone selezionate a stento tirano fuori quattro parole di italiano e tutti stanno avanzando seri e fondati dubbi sui metri di valutazione utilizzati per la selezione. Oltretutto mi verrebbe da chiedere se davvero sanno cosa significa la parola dialettica, almeno coloro che sono stati i prescelti, io, dopo un anno lì, dopo averne sentite davvero di tutti i colori, ho seri dubbi al riguardo.
Che faccio: mi fido del gruppo dei colleghi universitari o dei tizi del call center?
Intanto che comincio a rendermi conto che le certezze non dovrebbero venirmi dagli altri ma da me stessa…

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Mio fratello è figlio unico

Uno dei lati positivi dell’estate è che qui vicino casa mia l’Arcimovie propone una serie di film all’aperto in una villa dove fa sempre un pò di fresco,  dove per soli tre euro puoi vedere quei film che durante l’anno non sei riuscito a vedere al cinema e quindi magari anche se di un film non sei tanto convinto puoi decidere di investire tale modica cifra poichè al massimo, se il film dovesse rivelarsi tremendo, puoi almeno goderti un filo d’aria che pagheresti a casa tua a peso d’oro.
Così ieri sera, proposto da un’amica che diciamo non è proprio a diiuno di cinema, mi sono lasciata convincere a vedere "Mio fratello è figlio unico". Film che avevo accuratamente evitato di vedere prima di tutto per la presenza di Scamarcio: io proprio non lo sopporto, non lo trovo nemmeno carino, come attore è pessimo, non capisco i motivi per cui lo fanno recitare. Poi la Finocchiaro che onestamente mi dà un pò sui nervi, alle volte la prenderei a schiaffi quando parla tutto biascicato o fa quello sguardo un pò da pesce lesso! E infine Zingaretti: diciamo che verso di lui non ero così prevenuta, ma che ci posso fare, dà sempre l’impressione che lui sia Montalbano (nonostante non abbia visto nemmeno una puntata in tv e non abbia mai letto nemmeno un libro di Camilleri!)
Tornando la film, beh, ho visto che tutto sommato le critiche erano positive, e dopo il primo tempo sinceramente stavo per ricredermi, sembrava un bel film, diciamo non troppo originale, ma ricco di possibili spunti.
Ecco perchè il secondo tempo mi ha lasciata senza parole: di una banalità sconcertante, così prevedibile, sontato, e poi per l’ennesima volta la scena di un tizio che disperato urla dolore e rabbia sulla spiaggia: per favore, l’hanno inserita anche in Un posto al sole quando muore la mamma di Diego!
Io non capisco perchè la gran parte dei film debba seguire degli stereotipi, è come se ci dovessero essere dei topoi, degli obblighi, degli elementi da inserire per forza di cose.
E poi la trama prometteva scorci di storia italiana sullo sfondo: ma dove? Io non li ho visti!

A questo punto mi sto chiedendo se andare a vedere Saturno contro la settimana prossima.
Non ho sentito critiche entusiasmanti a dire il vero, poi c’è Ambra Angiolini, il tizio del Grande Fratello, persino Filippo di Un posto la sole…
Ora controllo le previsioni meteo, se fa troppo caldo vado!

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